Ricostruzione, con crolli oltre il 50% decade il vincolo architettonico

29/05/2013

Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni che ha anticipato l’arrivo di 65 milioni di euro solo per le aree terremotate

Claudio Ferri

DALLA REDAZIONE – Possibilità di ridurre i volumi degli immobili ad uso abitativo e produttivo, oltre a modificarne le sagome: lo hanno sempre richiesto gli agricoltori colpiti dal sisma, Cia in testa, dopo la pubblicazione nel dicembre scorso della legge regionale 16.

Ora sembra che il provvedimento diventi operativo, una notizia che trova conferma nelle parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni. “Sta per uscire un’ordinanza del commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, che oltre ad affrontare altri temi introduce un elemento importante – conferma Rabboni – e cioè che per i fabbricati rurali con danni superiori al 50%, anche se non crollati completamente, decade l’eventuale vincolo architettonico della pianificazione comunale, e quindi il proprietario può ricostruire modificando volumi e sagoma. È vero che fin dalla emanazione della legge 16 ci sono stati problemi nella sua applicazione, ma ora i tempi si dovrebbero accorciare.”

Cosa comporta quindi questa novità per le imprese agricole?
Ci sono aziende che dispongono di superfici abitative e strutture ad usa produttivo con volumi molto ampi, ma non più funzionali e inutilizzati. Questa norma consente di ricostruire con criteri più razionali e magari riducendo inutili spazi. Penso a tante fattorie costruite ai primi del ‘900 che rispondevano alle esigenze di dare un alloggio a più di una famiglia: ora al massimo un nucleo famigliare è composto da 3-4 persone.

Ricostruire è importante, ma serve ridare slancio alla produttività delle imprese?
È vero. Nei territori del sisma occorre far procedere parallelamente ricostruzione e sviluppo per garantire reddito. Ci siamo dati l’obiettivo, attraverso le misure del Piano di sviluppo rurale (Psr), di mettere a disposizione oltre 65 milioni di euro in totale esclusivamente per le aree colpite dal sisma e per finanziare progetti delle principali filiere agroalimentari. Non sto parlando di risorse per la ricostruzione che seguono iter diversi, ma aiuto allo sviluppo.

Ma quando saranno disponibili?
Il bando uscirà entro luglio e sono previsti 20 milioni per l’ammodernamento delle imprese agricole, altrettanti per la trasformazione dei prodotti ed un altro bando specifico, di 5 milioni, per il comparto vinicolo. Inoltre per la sicurezza sismica dei fabbricati agricoli e agroalimentari non danneggiati (che sono stati esclusi dal bando dell’Inail, ndr) investiamo altri 20 milioni. Ulteriori 10 milioni arriveranno con un terzo avviso pubblico che si chiuderà a novembre.

Ora siamo ancora immersi nel maltempo, ma l’estate è alle porte e c’è lo spauracchio della siccità.
Abbiamo previsto una ulteriore quota di risorse pari a sei milioni di euro e a cui possono accedere tutte le imprese dell’Emilia Romagna per finanziare l’acquisto di impianti efficienti di irrigazione, capaci di utilizzare l’acqua in modo oculato.

Torniamo ai terremotati: quante domande di aiuto sono state presentate dalle imprese agricole?
Al momento tutte le domande presentate, complessivamente 386, sono state accolte e sono relative alla misura del Psr per l’acquisto di macchine e attrezzature, hangar, ripristino di scorte. Di queste 246 hanno già ottenuto 18 milioni ed entro giugno altre 140 imprese beneficeranno di 9 milioni.

Però gli agricoltori si lamentano della lentezza delle autorizzazioni per i fabbricati.
Il meccanismo è già operativo, ma le domande arrivano con molta lentezza perché ci sono problemi “interpretativi” negli uffici tecnici comunali. La Regione emanerà a breve delle “linee guida” applicative per uniformare i comportamenti ed è pronta, se invitata, a collaborare con i Comuni per una corretta e uniforme interpretazione delle norme e dare così una accelerata alla ricostruzione.

 

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