Vendemmia: cali produttivi dal 20 al 50% a causa della siccità

Settembre 2017

Claudio Ferri

La situazione nelle province dell’Emilia Romagna

DALLA REDAZIONE – Gelate tardive e siccità prolungata: sono i fattori che hanno caratterizzato il 2017

e che hanno determinato conseguenze negative alle colture agricole, in particolare a vigneti emiliano romagnoli che hanno registrato, seppur con differenze tra le varie province, un crollo produttivo consistente. Specialmente nelle aree collinari, in cui spesso non è possibile ricorrere all’irrigazione, il raccolto si è dimezzato rispetto alla media produttiva. Il caldo ha contributo inoltre ad anticipare la vendemmia di circa una decina di giorni e per alcuni vitigni bianchi i primi grappoli sono stati distaccati nella prima settimana di agosto.

Parma

Un calo produttivo, maggiore per i bianchi rispetto ai rossi, che oscilla tra il 30 ed il 50%, con punte anche del 60, a seconda degli effetti delle gelate primaverili e della prolungata siccità estiva. Questi i dati della vendemmia nel parmense secondo le prime stime elaborate dal Consorzio dei vini e dei colli di Parma. A giudizio del presidente del Consorzio il dato non è ancora ufficiale ma in termini quantitativi si è pagata una stagione dall’andamento irregolare: a fine marzo si sono raggiunti anche i 28 gradi, poi ci sono state le gelate di aprile, con termometro a -4, e la sofferenza estiva dovuta alla siccità, che ha portato alla maturazione di acini piccoli. I quantitativi sono bassi, ma la qualità si prospetta ottima.

Reggio Emilia

Annata scarsissima per la vendemmia nel reggiano, pur con gradazioni molto elevate. Giunti ormai in vista della fine della raccolta, i dati dicono per le uve bianche di collina -50% e più per l’uva Spergola, -35% per la Malvasia. Quanto alle rosse, Ancellotta ha dato quantità in forte calo, anche se a macchia di leopardo, con punte fino al 50% causa gelate d’aprile e poi siccità; il grado zuccherino ha raggiunto spesso i 19-20°, buoni anche i gradi colore, pur se più concentrati nella buccia. Meglio, a raccolta appena iniziata, sembrano andare i Lambruschi, con cali del 30% e ottimi risultati qualitativi.

Bologna e Modena

A fine vendemmia viene confermato un calo produttivo delle uve, rispetto alla media degli ultimi anni, del 20 percento, sia per le bianche che per le rosse, mentre rispetto al 2016 si arriva anche a perdite che sfiorano il 30%. Se analizziamo la situazione nei territori collinari dove non è stato possibile irrigare gli agricoltori segnalano perdite che superano anche il 50%, con gravi ripercussione sui bilanci aziendali. Nel complesso la qualità delle produzioni è stata buona con alte gradazioni, come lo sono le prospettive nelle fasi della vinificazione. Alcune cantine hanno inoltre fatto ricorso alla vendemmia anticipata per assicurare al vino la giusta acidità.

Imola

Tra le viti imolesi c’è un calo notevole della produzione che inciderà sui prezzi dei vini. Questo il dato per una vendemmia iniziata con quindici giorni di anticipo e che si concluderà a breve. Fino a qualche tempo fa si arrivava anche a novembre. Qualcuno parla di una resa dei chicchi minore, in quanto se da un quintale d’uva si ottengono fino a 75 litri di mosto, quest’anno siamo intorno ai 50 litri perché l’uva è più secca. Per cui doppia perdita: nei campi e in cantina. È quindi inevitabile che il prezzo del vino aumenti almeno del 10-15%. Meno produzione che vuol dire, però, un prodotto migliore, almeno dal punto di vista qualitativo.

Ferrara

Per Fortana, Merlot, Sauvignon e Bianco del Bosco, i tipici Vini Doc delle Sabbie, l’annata è caratterizzata da un’ottima qualità ma da rese del tutto insoddisfacenti. Siamo passati da una media di 130-150 quintali per ettaro a 90-100 quintali, con un calo medio sul territorio del 30-35%. Stesso andamento per i vini Igt coltivati nel ferrarese, in particolare Trebbiano e Merlot, caratterizzati da buona qualità ma scarsa produttività, passata da una media di 200-250 quintali per ettaro a 150-170 quintali.

Ravenna

La vendemmia è iniziata per molti nel corso dei primi 15 giorni di agosto: l’uva raccolta fino ad oggi è sana ed ha una buona concentrazione di zuccheri e una bassa acidità totale. Si potranno avere vini più maturi, con le caratteristiche dei climi caldi. Difficile una previsione sulla produzione di uva e vino: inizialmente si era stimato un calo del -25% rispetto al 2016, ma potrebbe essere ancora molto più consistente. La percentuale di uva biologica sul totale della produzione è circa il 5%: anche in questo caso il calo previsto è del -25%.

Forlì Cesena

La vendemmia è anticipata anche nella provincia di Forlì-Cesena per contenere l’aumento della gradazione alcolica, accelerata dai picchi di caldo torrido. Si cominciato nella prima decade di agosto con le uve bianche per le basi di spumante. È previsto un calo di produzione anche del 20-30% per i bianchi e del 10-15% per i rossi, accompagnata da una bassa resa, e nonostante ci si aspetti un elevato standard qualitativo delle uve, ci saranno più problemi anche in cantina. Si attende una buona qualità dei vini, primi tra tutti Albana e Sangiovese.

Rimini

Con una raccolta precoce e la quasi assenza di pioggia, quella del 2017 è una vendemmia scarsa, ma di qualità, con vini ad alta gradazione. La siccità e afa estiva hanno contribuito a dare un’uva sana, dagli acini piccoli, con poca polpa, totale assenza di malattie fungine e, per le uve rosse, una buccia bella spessa. Il calo quantitativo si attesta tra il 30% e il 50%, specie in Valconca, dove c’era meno possibilità di irrigazione. Oltre a questo si registra un aumento dei costi, perché vinificare con temperature esterne eccessive significa per gli agricoltori intervenire con tecniche costose in azienda e costi elevati in energia elettrica, per il raffreddamento delle temperature in cantina. Questo naturalmente potrebbe tradursi in un maggior costo del prodotto finale, legato naturalmente anche al calo della quantità. Una veloce proporzione: se un sangiovese Dop è identificato tra i 100 e 120 quintali per ettaro, quello del 2017 sarà solo di circa 70 q.li per ettaro.

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