Anche i barbecue inquinano

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Il primo ottobre è una data che di primo acchito non ricorda nulla di importante, se non a chi ha qualche anno in più: chi ha buona memoria rammenta che fino al 1977 in tutta Italia questo giorno coincideva con l’inizio delle scuole, si celebrava San Remigio e gli alunni di prima elementare erano detti ‘remigini’.

Perché ricordarci di questa data? Il primo giorno di ottobre scatta un provvedimento adottato da tutte le regioni padane che intende limitare le emissioni nocive, anche in ragione del fatto che l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia perché ha superato i limiti di Pm 10. Il divieto decade il 31 marzo del prossimo anno e i dettagli li spiega molto bene un articolo di Agrimpresa in questo numero.Tutti i cittadini e le imprese sono tenuti ad osservare alcune semplici norme, quindi, a partire dalle imprese agricole che ricorrono al fuoco per smaltire residui vegetali o stocchi legnosi di ogni genere. Vero è che tutti dobbiamo contribuire a mantenere pulita l’aria, ma una sottile e malcelata minaccia grava sempre sull’agricoltura e sulle imprese agricole i cui ‘fuochi’ sono meno discreti delle combustioni ‘domestiche’, quindi più facilmente intercettabili dalla vigilanza.

Non è tutto: sotto la lente di ingrandimento anche stufe e caminetti, quindi anche caldaie che funzionano a biomassa, trucioli o legname aziendale, un sistema di riscaldamento a cui ricorrono molte aziende che hanno disponibilità di legna da ardere a costi irrisori. Energia rinnovabile, si direbbe, ma inquina.
Il compromesso è difficile, anche se viene da pensare che l’incidenza di coloro che utilizzano il più antico combustibile del mondo sia veramente bassa, senza considerare che non ricorrono a idrocarburi fossili il cui impatto ambientale nella filiera è decisamente più alto.

Allora che si fa? La legge stabilisce, come per le automobili, dei parametri tecnici per l’utilizzo di stufe in genere, camini e impianti a biomassa, criteri che si basano sulla emissione di anidride carbonica e polveri sottili. Insomma, per semplificare, occorrono dispositivi moderni ad alto rendimento e a basse emissioni, alla stregua di un ‘euro 6’, tanto per mutuare un termine tecnico adottato per le quattroruote. Quando saremo a ridosso delle festività natalizie fate quindi attenzione all’utilizzo improprio del vostro camino e usate con parsimonia il barbecue, a meno che non risponda agli standard europei sulle emissioni inquinanti.
Qualcuno potrebbe bussare alla vostra porta, e non per augurarvi buone feste.

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