Ape Sociale per lavori gravosi e precoci: dal 2018 possibile l’accesso ai benefici anche per gli operai agricoli

Corrado Fusai

DALLA REDAZIONE – Uno degli obiettivi della riforma pensionistica Monti-Fornero era quello di uniformare l’età pensionabile di vecchiaia per tutte le categorie di lavoratori e senza più distinzione tra donne e uomini. Questo obiettivo si realizza a partire dal corrente anno 2018: l’età pensionabile per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori, dipendenti e autonomi, è fissata in 66 anni e 7 mesi, mentre nel biennio 2019-2020 salirà a 67 anni. Resta di 20 anni il minimo di contributi per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Ovviamente, il sistema previdenziale prevede varie eccezioni a questi requisiti, sia per quanto riguarda l’età pensionabile (i lavoratori dipendenti invalidi almeno all’80%), sia per quanto riguarda il numero minimo di contributi da aver versato (che può scendere fino a 15 anni).
Nell’anno 2018 potranno accedere alla pensione anticipata, quella che prescinde dall’età pensionabile, le donne che hanno versato almeno 41 e 10 mesi di contributi, e gli uomini che hanno versato almeno 42 e 10 mesi. Nel biennio 2019-2020 saranno necessari per le donne 42 anni e 3 mesi, per gli uomini 43 anni e 3 mesi.
I requisiti appena illustrati, sia per la pensione di vecchiaia sia per la pensione anticipata, sono ragguardevoli. Il legislatore, quindi, già dallo scorso anno ha pensato di introdurre due “strumenti” che possono consentire, in presenza di determinate condizioni, di anticipare l’accesso alla pensione. Si tratta dell’Anticipo pensionistico (Ape) su base Volontaria, dell’Ape Sociale e dei cosiddetti “Lavoratori precoci”.

L’Ape Volontario di fatto non è ancora entrata in funzione: si tratta di un prestito bancario che viene concesso a domanda (per questo si dice Ape Volontario), a coloro che cessano il proprio lavoro e attendono di conseguire la propria pensione di vecchiaia. Trattandosi di un prestito, è ovvio che dovrà essere restituito con gli interessi, comprensivi di un’assicurazione sulla premorienza. Mancano ancora alcuni dettagli (ad esempio, i tassi di interesse concordati con le banche), per cui torneremo a parlarne a tempo debito.

Accanto a quello volontario, è stato previsto un Ape “Sociale” per casi particolari: è lo Stato ad erogare un importo che non deve essere restituito.
L’Ape Sociale è già in funzione dal maggio dell’anno 2017, ma il suo funzionamento è stato molto rallentato da un impianto burocratico complesso e da difficoltà di gestione da parte dell’Inps. Con l’ultima legge di bilancio, molte di queste difficoltà dovrebbero essere superate e, grazie all’ampliamento dei casi di possibile accesso, dovrebbero essere molti di più coloro che ne beneficeranno. Tra questi, va segnalata la categoria degli operai agricoli.

Ape Sociale: chi può accedere e i requisiti richiesti

L’Ape Sociale è costituita da una indennità per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio ed il conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia. L’indennità è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione e non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro, ed è incompatibile con i trattamenti per disoccupazione.
L’Ape Sociale, che comunque ha ancora carattere sperimentale, è riservata ai lavoratori che, compiuti i 63 anni di età, si trovano in una delle seguenti condizioni (in corsivo le novità introdotte con effetto dal 2018):
a) stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni; per quanto riguarda i disoccupati che hanno concluso da almeno 3 mesi la percezione di ammortizzatori sociali, ha esteso la possibilità di accesso all’Ape Sociale anche ai lavoratori che hanno cessato l’attività per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che abbiano avuto nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi;
b) lavoratori dipendenti ed autonomi, che assistono, al momento della richiesta, da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni; può accedere all’Ape Sociale anche chi assiste un parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto 70 anni di età o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti;
c) lavoratori dipendenti ed autonomi, che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
d) sono lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative “gravose” (per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo) e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni; dal 2018 sono state aggiunte alcune categorie ed è stato ampliato l’intervallo temporale entro cui soddisfare il requisito dello svolgimento dei “lavori gravosi”: o 7 anni negli ultimi 10, oppure 6 anni negli ultimi 7;
e) per le donne viene ridotto il requisito contributivo richiesto in misura pari a 12 mesi per ogni figlio nel limite massimo di 2 anni.

L’elenco dei lavori gravosi

Ecco l’elenco delle mansioni gravose valido dal 2018: A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; B. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; C. Conciatori di pelli e di pellicce; D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; E. Conduttori di mezzi pesanti e camion; F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; N. Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca (per il computo integrale dell’anno di lavoro si assume il numero minimo di giornate pari a 156); O. Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; P. Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature; Q. Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

I termini per le domande

Infine, occorre tenere presenta che l’Ape sociale non potrà essere erogato oltre i limiti delle risorse che sono state destinate al suo finanziamento: come dire che chi primo arriva meglio alloggia. Determinante, quindi, la scadenza del termine per presentare le domande: i soggetti che raggiungono i requisiti per l’Ape Sociale nel corso del 2018 possono presentare la domanda di certificazione dei requisiti di accesso entro il 15/07/2018. Le domande presentate oltre il 15/07/2018 e comunque non oltre il 30/11/2018 saranno prese in considerazione solo se residuano risorse dopo le operazioni del primo monitoraggio.

Lavoratori Precoci

Questo beneficio riguarda il requisito contributivo per l’accesso alla Pensione Anticipata, fissato in via agevolata a 41 anni di contributi (sia per gli uomini che per le donne) per l’anno 2018, a favore di chi, avendo versato almeno 1 anno di lavoro effettivo prima del compimento del 19° anno di età, rientra in una delle categorie sopra indicate per l’accesso all’Ape Sociale (a prescindere dall’età anagrafica).
Il termini per presentare le domande per chi matura il requisito entro dicembre 2018 è il 31 marzo 2018.

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