Siccità, decretato lo stato di emergenza nazionale a Parma e Piacenza

Giugno 2017

BOLOGNA - Il Consiglio dei ministri, accogliendo così la richiesta di stato di emergenza nazionale presentata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha stanziato otto milioni e 650 mila euro per affrontare l’emergenza siccità nei territori di Parma e Piacenza 

ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali. Per rispondere all’emergenza siccità nei campi, in Regione sono state illustrate nel dettaglio le procedure semplificate per le deroghe ai prelievi di acqua, superando i limiti del cosiddetto “deflusso minimo vitale” (Dmv) dei fiumi, in base alla delibera della Giunta regionale del 6 giugno scorso.

Già da ora, i titolari di concessioni (agricoltori, consorzi di bonifica, Atersir e i gestori del servizio di acqua potabile) possono presentare la domanda di deroga ad Arpae (http://www.arpae.it/sac) che si pronuncerà in tempi rapidi con una valutazione congiunta insieme al Servizio regionale Acque, all’Autorità di Bacino del fiume Po e all’Ente Parco (qualora il prelievo interessi il territorio dello stesso).


Come chiedere le deroghe ai prelievi

La deroga al Dmv può essere richiesta dai titolari di concessioni al prelievo per uso potabile e irriguo. In quest’ultimo caso la domanda può essere presentata dai singoli o in forma associata da parte di più aziende, anche attraverso le associazioni di categoria.
La richiesta dovrà attestare l’impossibilità di approvvigionamento idrico da fonti alternative ed essere accompagnata da una relazione che contenga le minime informazioni necessarie: l’attuale valore di Dmv, il volume di acqua prelevata e richiesta, le modalità del prelievo, gli ettari irrigati o il numero di abitanti serviti e le eventuali misure di mitigazione.

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