Credito d’imposta per la riqualificazione degli agriturismi

Giugno 2017

Mirco Conti

DALLA REDAZIONE - La Finanziaria 2017 ha prorogato per il biennio 2017-2018 il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere introdotto da un Decreto legge nel 2014, estendendo tale bonus alle imprese che svolgono attività agrituristica, nel rispetto della Legge quadro nazionale n. 96/2006 e della Legge regionale n. 4/2009.

Si tratta di un’agevolazione fiscale destinata anche alle imprese agrituristiche che effettuano interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica o energetica, acquisto di mobili e componenti d’arredo.
In sostanza, viene riconosciuto all’azienda agrituristica un credito di imposta, spettante nella misura del 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Il credito va ripartito in 2 quote annuali uguali, e può essere utilizzato a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui sono realizzati gli interventi. La prima quota del credito relativa alle spese sostenute nel 2017 è quindi utilizzabile dall’1 gennaio 2018.

Limitazioni

L’agevolazione è concessa a ciascun beneficiario nei limiti del “de minimis” e, comunque, fino all’importo massimo di 200.000 euro nei 2 anni d’imposta. Questo significa che l’importo totale delle spese è fissato nella misura massima di euro 307.692. Il regime “de minimis” è fissato dall’art. 3 del Reg. (Ue) n. 1407/2013, il quale prevede che l’importo complessivo degli aiuti concessi a un’impresa non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Il limite massimo del bonus reso disponibile dal legislatore per tutte le strutture ricettive turistico alberghiere e agrituristiche, ammonta a complessivi euro 60 milioni per il 2018, 120 milioni per l’anno 2019 e 60 milioni per l’anno 2020. Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione alle medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale (ad esempio il c.d. “super ammortamento”).

I bandi regionali del Psr, non ammettono al sostegno gli investimenti che già beneficiano al momento della concessione, di altri finanziamenti pubblici, previsti a qualsiasi titolo da normative regionali, nazionali e comunitarie. Se ne deduce che il credito d’imposta non può essere riconosciuto a chi ha già ricevuto per gli interventi di riqualificazione, il contributo dalla Regione.

Elenco spese ammissibili sulla base della precedente programmazione in attesa di conferma

1) Interventi di ristrutturazione edilizia, intendendo per tali, quelli di ristrutturazione vera e propria, nonché gli interventi di manutenzione straordinaria e quelli di restauro e risanamento conservativo.

Sono spese agevolabili:

• costruzione servizi igienici in ampliamento dei volumi di quelli esistenti;
• demolizione e ricostruzione anche con modifica della sagoma ma nel rispetto della volumetria salvo immobili soggetti a vincolo ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma;
• ripristino di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza, anche con modifica della sagoma. Sono esclusi gli immobili soggetti a vincolo ai sensi del citato D.Lgs. per i quali è necessario il rispetto sia del volume che della sagoma;
• modifica prospetti edificio, effettuata tra l’altro, con apertura di nuove porte esterne e finestre o sostituzione dei prospetti preesistenti con altri aventi caratteristiche diverse, materiali, finiture e colori;
• interventi di miglioramento e adeguamento sismico;
• realizzazione balconi e logge;
• recupero locali sottotetto, trasformazione di balconi in veranda;
• sostituzione di serramenti esterni da intendersi come chiusure apribili e assimilabili quali porte, finestre, vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi, con altri aventi le stesse caratteristiche e non ammissibili ad altre agevolazioni fiscali;
• sostituzione di serramenti interni (porte interne) con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti (in termini di sicurezza, isolamento acustico);
• installazione pavimentazione nuova o sostituzione di quella preesistente con modifica della superficie e dei materiali, privilegiando quelli sostenibili da fonti rinnovabili, tra i quali il legno, anche con riferimento a pontili galleggianti;
• installazione / sostituzione di impianti di comunicazione ed allarme in caso di emergenza o di prevenzione incendi.

2) Interventi di incremento dell’efficienza energetica (interventi di riqualificazione energetica, interventi sull’involucro edilizio, interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione).

Sono spese agevolabili:

• installazione impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica;
• installazione schermature solari esterne mobili finalizzate alla riduzione dei consumi per condizionamento estivo;
• coibentazione degli immobili ai fini della riduzione della dispersione termica;
• installazione pannelli solari termici per produzione di acqua;
• realizzazione impianti elettrici, termici e idraulici finalizzati alla riduzione del consumo energetico (impianti riscaldamento ad alta efficienza, sensori termici, illuminazione led, attrezzature di classe energetica A, A+, A++, A+++).

3) Acquisto di mobili e componenti d’arredo, vale a dire cucine o attrezzature professionali per la ristorazione, mobili e complementi d’arredo da interno o esterno, arredi fissi, pavimentazioni di sicurezza, strumentazione per convegnistica, attrezzature sportive, per parchi giochi o per centri benessere situati nella struttura turistica.

Sono spese agevolabili:

• acquisto, rifacimento o sostituzione di cucine / attrezzature professionali per la ristorazione, quali, tra l’altro, apparecchiature varie di cottura, forni, armadi frigoriferi e congelatori, macchine per la preparazione dinamica, elementi per la preparazione statica, macchine per il lavaggio delle stoviglie / tessuti, abbattitori di temperatura, produttori di ghiaccio, con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti, in termini di sicurezza, efficienza energetica, prestazioni;
• acquisto di mobili / complementi d’arredo da interno e da esterno, quali, tra gli altri, tavoli, scrivanie, sedute imbottite e non, altri manufatti imbottiti, mobili contenitori, letti e materassi, gazebo, pergole, ombrelloni, tende da sole, zanzariere;
• acquisto di mobili fissi quali, tra gli altri, arredi fissi per il bagno, pareti e cabine doccia, cucine componibili, boiserie, pareti interne mobili, apparecchi di illuminazione;
• acquisto di pavimentazioni di sicurezza, arredi e strumentazioni per la convegnistica, attrezzature per parchi giochi / sportive pertinenziali;
• acquisto di arredi e strumentazioni per la realizzazione di centri benessere all’interno delle strutture ricettive.

Modalità di richiesta del bonus

Per poter usufruire dell’agevolazione, le imprese interessate dovranno presentare in gennaio 2018 al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta relativamente agli investimenti realizzati nel 2018, in modalità telematica attraverso il meccanismo del “click day“. Il credito d’imposta verrà riconosciuto, previa verifica da parte del ministero dell’ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi, oggettivi e formali, nonché nei limiti delle risorse disponibili secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Entro 60 giorni dal termine di presentazione, il Mibact comunicherà all’impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante.

Da quel momento, il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione, tramite mod. F24, per ridurre o addirittura azzerare i normali versamenti di tasse e contributi. Una esemplificazione Si supponga che un’impresa agrituristica abbia effettuato nel 2017 investimenti agevolabili per un importo pari a euro 20.000. Il credito di imposta è pari a euro 13.000 (10.000 x 65%). Tenuto conto che il credito è ripartito in 2 quote annuali di pari importo, l’impresa può utilizzare in compensazione l’importo di euro 6.500 per il 2018 e altrettanto nel 2019. Nel corso del 2018, dopo aver ottenuto il riconoscimento del credito da parte del ministero, l’impresa potrà quindi utilizzare la prima delle 2 quote di credito spettanti (euro 6.500) in compensazione tramite modello F24.

Come previsto dalla Finanziaria 2017, entro l’1.3.2017 il Mibact avrebbe dovuto aggiornare il decreto ministeriale contenente le disposizioni attuative del bonus in esame. Siamo tuttora in attesa del provvedimento, fondamentale per individuare in modo preciso le spese ammissibili.

Gli uffici Cia sono a disposizione per dare assistenza e predisporre la domanda.

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