Cereali: campagna sorprendente con quotazioni in rialzo

Luglio 2017

Erika Angelini

DALLA REDAZIONE - Le belle sorprese arrivano, inaspettate, dai campi di grano dell’Emilia Romagna. L’andamento climatico d’inverno e inizio primavera, con precipitazioni ridotte ai minimi termini, non aveva lasciato molte speranze ai produttori cerealicoli emiliano-romagnoli, che si aspettavano produzioni sotto la media per il frumento.

Ma l’arrivo delle piogge generalizzate di fine aprile e inizio maggio ha letteralmente salvato il grano, trasformando la raccolta cereali 2017 in un’ottima annata, decisamente positiva sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, per non parlare della perfetta salubrità del prodotto per l’assenza malattie fungine.

Quantità, qualità e prezzi in rialzo. È sufficiente?

“In base ai dati raccolti dal Gie (Gruppo interesse economico) Cereali di Cia Emilia Romagna - spiega il presidente del Gruppo, Valerio Parisini - la media produttiva dei frumenti è decisamente buona e si attesta intorno ai 75 quintali per ettaro, con alcuni distinguo per le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia dove le piogge intense a metà campagna hanno compromesso, almeno in parte, le rese e la qualità del prodotto. Qualità che, in generale, si è rivelata davvero ottima in tutta la Regione, con pesi specifici ampiamente sopra gli 82 e un tenore proteico oltre il 13%, in particolare per il frumento duro.
Un grano bello, di alta qualità e Made in Italy che speriamo venga premiato dal mercato. Ora l’attenzione – continua Parisini - si sposta, infatti, sui prezzi dei prodotti cerealicoli che sono migliori rispetto alla campagna precedente, ma ancora non soddisfano i produttori. E non si tratta di un malcontento teorico, ma di numeri: un agricoltore che quest’anno ha avuto una produzione media di frumento, sia a livello di caratteristiche fisiche che qualitative, può rimanere sotto anche di 100 euro/ha rispetto ai costi di produzione. Un bilancio ancora in negativo per aziende che si impegnano a produrre grano italiano di qualità per la filiera del pane e della pasta, ma non vengono premiate in maniera soddisfacente. Speriamo che l’andamento di borsa sia al rialzo, perché quest’anno non c’è stato un vero e proprio ‘abbandono’ del grano a livello regionale, anche perché si tratta naturalmente di un seminativo necessario per la corretta rotazione colturale, ma la coperta per i produttori di cereali emiliano-romagnoli è sempre più corta”.

Prezzi e prospettive di mercato premieranno i produttori?

Secondo Loredano Poli, responsabile Conferimenti Progeo e membro della commissione della Borsa Merci di Bologna, è naturalmente troppo presto per parlare di una costante tendenza al rialzo, ma i segnali positivi ci sono. “Questa campagna di raccolta cereali è certamente all’insegna della qualità - spiega Poli - perché è vero che l’assenza di pioggia ha rischiato di abbassare le rese produttive, ma ha garantito un frumento con caratteristiche fisiche eccezionali e sanissimo, perché privo di micotossine e fusariosi, tipiche degli andamenti climatici con abbondanti precipitazioni. Una ventata di salubrità e qualità, dunque, anche per i valori delle proteine sia per il tenero che per il duro, che hanno registrato punte del 15%. Qualche problema c’è stato nella gestione del prodotto durante la raccolta perché, date le condizioni climatiche assolutamente propizie, si è raccolto l’80% del frumento in un arco temporale di pochi giorni, anziché le due settimane di durata media della campagna in regione.
Se la campagna di raccolta è stata ottima, quello che si chiedono ora i produttori è se i prezzi premieranno la qualità e continueranno a salire.
Il mercato è partito bene, con quotazioni più alte, per il tenero, rispetto ai primi prezzi 2016 e in linea con quelle di chiusura del mercato, mentre il duro è stato sinora quotato almeno 2 euro in più rispetto all’ultimo prezzo della precedente campagna. Sul mercato di Bologna i frumenti teneri “di forza”, con proteine a 13,5%, valgono circa 22 euro/q, i frumenti “speciali”, con proteine al 12%, sui 18-19 euro mentre i “fini”, con proteine all’11%, sono quotati tra i 17 e i 18 euro. Buone le performance del duro, con proteine a 13,5%, che si attesta sui 23-25 euro.

Il mercato continuerà con questo andamento positivo?

Una risposta certa a questa domanda attualmente non c’è, troppo presto per fare valutazioni corrette al 100%, senza avere un quadro preciso della produzione a livello europeo e internazionale. Ma qualcosa sta certamente accadendo negli Stati Uniti, dove sembrano esserci alcune problematiche per il clima particolarmente siccitoso, con stime di basse rese produttive per il tenero. Una situazione che ha condizionato le quotazioni di mercato di Chicago, fortemente in rialzo perché si “scommette”, appunto, che ci sarà poco frumento. Naturalmente si tratta ancora di una previsione, perché la raccolta americana non è iniziata, dunque occorrerà qualche settimana per capire se si tratta solo di una bolla speculativa o se sarà confermata dalla realtà produttiva e di mercato, perché in questo caso i prezzi sono destinati a salire. La mia impressione è positiva, gli indicatori per parlare di un mercato che mantiene queste quotazioni e che tende al rialzo ci sono tutte”.

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