Dieta, gestione delle deiezioni ed efficientamento energetico aiutano la sostenibilità ambientale nella produzione di carne bovina

Andrea Vitali, Università di Teramo

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dell’impatto che le pratiche agricole e zootecniche hanno verso l’ambiente, e il consumatore è sempre più sensibile nei confronti della sostenibilità ambientale di queste pratiche.

Numerosi studi condotti in contesti diversi testimoniano come la produzione di carne bovina contribuisca al rilascio di inquinanti nell’ambiente e al consumo di risorse naturali tale da risultare, tra i prodotti di origine animale, quella con l’impronta di carbonio e idrica più alta. Al tempo stesso, l’incremento della popolazione mondiale sta aumentando la domanda di proteina di origine animale sui mercati internazionali, pertanto cresce la necessità di produrre i prodotti di origine animale in un modo più sostenibile.

L’impatto ambientale più dibattuto per la produzione di carne bovina riguarda le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra come il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O) e l’anidride carbonica (CO2). Il consumo idrico e il cambiamento di uso del suolo da forestale ad agricolo (deforestazione) rappresentano impatti sulle risorse naturali imputabili alla produzione di carne bovina. Il crescente interesse verso le problematiche ambientali dei prodotti agro-zootecnici ha determinato lo sviluppo di metodologie analitiche come l’analisi del ciclo di vita (Lca) che consente la valutazione ambientale dell’intero ciclo di vita.

La ricerca ha consentito di individuare diverse soluzioni che possono contribuire a ridurre le emissioni sia per le attività di allevamento che per quelle agricole associate. Queste riguardano principalmente la manipolazione della dieta, la gestione delle deiezioni, l’efficientamento energetico e l’adozione di pratiche agricole più conservative.

Tuttavia, al di là delle singole soluzioni, molti studi concordano nell’indicare come la sostenibilità ambientale dei prodotti di origine animale sia legata innanzi tutto alla maggiore efficienza produttiva dell’azienda. La diminuzione del numero di capi allevati, raggiunta grazie alla selezione di genotipi più produttivi e al progresso tecnologico, ha già contribuito a ridurre l’intensità emissiva associata alla produzione di carne bovina.
Diversi prodotti di origine animale hanno già ottenuto certificazioni ambientali, a testimonianza dell’attenzione della grande industria alimentare nei confronti dell’ambiente e della crescente sensibilità dei consumatori verso queste problematiche. Tuttavia, è auspicabile lo sviluppo di altre forme di certificazioni, meno complesse e costose, che consentano anche alle piccole aziende di valutare i loro impatti e di testimoniare il rapporto con l’ambiente e gli eventuali sforzi di mitigazione messi in atto.

*L’articolo è una sintesi della relazione svolta durante la giornata di studio “Innovazione di prodotto nella filiera della carne bovina per migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale”, organizzata a Viterbo dalla Sezione Centro Ovest dei Georgofili il 13 novembre 2017

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