Elezioni politiche 2013: effetto Grecia all’orizzonte?

Marzo 2013

Antonio Dosi, presidente Cia Emilia Romagna

I risultati della tornata elettorale del 24-25 febbraio scorso possono certamente essere interpretati in diverse maniere, a seconda delle diverse sensibilità, idee, interessi che, ovviamente, ognuno porta intrinseco nel proprio modo di vedere.

Antonio Dosi, Presidente Cia Emilia Romagna

Proviamo allora a fare una disanima il più possibile asettica, obbiettiva e con la giusta retro-sensibilità dell’essere rappresentanti di un settore economico specifico quale quello agricolo.

In prima battuta occorre dire di come i risultati hanno sicuramente deluso se li si guarda dal punto di vista del “buon senso” di elettori/cittadini che si aspettavano un verdetto “chiaro” rispetto alla governabilità del Paese. Inutile ripetere dati già più che comunicati e conosciuti, sta di fatto che, vuoi per via di un sistema elettorale disomogeneo e poco sensato (ma su questo  occorrerà in futuro fare qualche considerazione aggiuntiva), vuoi per una rientrante frammentazione degli schieramenti politici, ci si trova davanti ad una maggioranza sufficientemente solida in una Camera e, al contrario, inesistente nell’altra.

Credo occorra però essere anche essere lucidi e pragmatici nel leggere dentro i risultati, col rischio certo di urtare qualche sensibilità e creare qualche risentimento.
Il primo dato mi sembra piuttosto chiaro.
Gli elettori hanno ancora bocciato e “tagliato” le ali estreme degli schieramenti, destra o sinistra che sia, escludendoli dalla composizione parlamentare .
Poi, il risultato del voto ha certamente penalizzato chi, nella situazione politica ed economica del dopo governo Berlusconi ha scelto di fare sempre e comunque opposizione.

Terza considerazione a riguardo di quella che può essere definita una valutazione elettorale del Governo tecnico. Sicuramente ridimensionato nella sua valenza più, se mi si permette una valutazione personale che è un po’ un mio “pallino”, per l’essere venuto meno a due dei principi espressi a inizio mandato, equità e crescita, messi in secondordine rispetto a risanamento/rigore.

Ultima analisi, molto più generale e trasversale, gli italiani che hanno votato hanno espresso una fortissima volontà di rinnovamento della politica italiana, che si tratti di uomini o donne o che si tratti di approcci o metodi. Non sono certo io in grado di prevedere quanto e se riuscirà il parlamento uscito da questo voto a guidare il Paese. L’auspicio è, con la buona volontà di chi mette prima l’Italia e gli italiani rispetto ai propri interessi, che riesca nel tempo concesso a fare alcune riforme necessarie per crescita e governabilità, per correggere alcuni errori e storture frutto del lavoro del precedente esecutivo e che sia in grado di ben rappresentarci nei prossimi passaggi comunitari e internazionali che riguardano l’agricoltura e non solo.

Poi si tornerà, credo, al voto, magari con un sistema elettorale diverso, magari con una coscienza comune e rinnovata della politica, magari con compagini di candidati che poco hanno a che fare con il “mestiere” di politico e molto di più con la capacità di rappresentare i vari insiemi che compongono la società civile. Magari.

 

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