La campagna cerasicola è partita bene nonostante l’incertezza del clima

Maggio 2017

Claudio Ferri

VIGNOLA (Modena) – “Le brinate hanno colpito a macchia di leopardo un po’ in tutta l’Emilia Romagna con intensità e incidenze diverse. La nostra valutazione, pur riscontrando mancanze dovute alle avversità atmosferiche, è che l’elevata allegagione ha consentito di mantenere buoni quantitativi di prodotto nei ceraseti.

Tuttavia, a tutt’oggi nessuno è in grado di stimare se ci sono state incidenze fortemente negative dovute al gelo. Sono tuttavia fiducioso e se il clima non farà pazzie ritengo che sarà una buona annata in termini di qualità e quantità”. Andrea Bernardi, presidente del Consorzio della Ciliegia e della susina tipica di Vignola, non si sbilancia ma fa trasparire un cauto ottimismo per la campagna iniziata con le varietà super precoci a metà maggio. Come sempre le condizioni climatiche hanno condizionato la maturazione delle drupe.

Il vantaggio produttivo accumulato nei mesi eccezionalmente caldi di marzo e buona parte di aprile è svanito con l’abbassamento delle temperature di inizio maggio, riportando alla consueta stagionalità la maturazione delle ciliegie e di altre produzioni frutticole. I tecnici confermano infatti che l’anticipo vegetativo ha favorito una buona allegagione dei frutti, anche se le gelate mattutine del 20 e 21 aprile hanno allarmato i coltivatori. Il nemico principale per duroni e ciliegie resta infatti la pioggia prolungata, che può dar luogo a fenomeni di marcescenza e fessurazione dei frutti prossimi alla maturazione. “Nell’area della ciliegia tipica fortunatamente ci sono già 200 ettari di ciliegie protetti con i teli antipioggia – osserva ancora Bernardi – investimenti che consentono di preservare qualità e quantità di frutti”.

In Emilia Romagna, con 2.300 ettari di superficie, la produzione esitata sui mercati ammonta mediamente a 11.000 tonnellate, ma è la Puglia che esprime i volumi maggiori con circa 32.000 tonnellate di duroni raccolti ed una superficie di oltre 18 mila ettari, a cui segue la Campania che ha un bacino produttivo di 3 mila ettari. Gli impianti di ciliegio in Emilia Romagna negli ultimi anni sono cresciuti di numero, a riprova che la coltura suscita interesse tra i produttori.

“Il nostro Consorzio – conferma Bernardi - ha certificato circa 450 ettari a marchio Igp - Indicazione geografica protetta a cui ne vanno aggiunti altri 100 non ancora inseriti nel circuito dell’Igp ma che esprimono alta qualità e che hanno una propria rete di vendita. Per il prossimo anno l’auspicio è che entrino altre imprese perché dalla campagna in corso sono state incluse nel disciplinare anche altre dieci varietà, che non vi erano inizialmente ricomprese”. Si tratta delle varietà early star, sweet aryana, sweet early, marysa, sweet gabriel, sweet lorenz, kordia, sonata, sweet saretta, sweet valina “che completano - conclude Bernardi - il panorama varietale a marchio europeo del comprensorio”.

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