Kiwi, è il giallo il colore preferito

Giorgia Gianni

RAVENNA – Dopo il picco registrato nel 2015, continua a calare la resa unitaria dei kiwi a polpa verde in provincia di Ravenna, territorio che rappresenta il 90% della produzione regionale del frutto. Le stime del Centro servizi ortofrutticoli presentate a fine settembre, indicano per il 2018 nel ravennate una produzione attesa (escluse le varietà a polpa gialla Jin Tao, G3, Soreli e Dorì) di 53.353 tonnellate, il 2% in meno rispetto allo scorso anno (nettamente inferiore al potenziale), così come è prevista in calo del 2% la resa, che dovrebbe attestarsi sui 212 q/ha. Non sono stati segnalati danni particolari, a parte alcuni da grandine.

Aumentano invece del 2% le superfici in produzione, pari a 2.626 ettari, in linea con la media italiana (+3%) e regionale (+2%). Ciò è dovuto all’entrata in produzione degli impianti più giovani (maggiore incidenza delle superfici di 3 e 4 anni), mentre parallelamente diminuiscono gli impianti più avanti con l’età.

In Emilia Romagna le previsioni 2018 sono complessivamente di 67.830 tonnellate di produzione (-2% sul 2017) e di una resa di 189 q/ha (-4%). Grazie all’incidenza del territorio ravennate, l’Emilia Romagna rappresenta come superfici coltivate a kiwi (sempre escluso quello a polpa gialla) il 16% del totale nazionale. Se le superfici destinate al kiwi verde calano, nel 2018 c’è stata invece un’impennata di quelle del kiwi giallo, a conferma dell’interesse crescente verso tale varietà, aumentate in Italia del 40% rispetto allo scorso anno. Dei 25.220 ettari complessivi di kiwi in produzione di età superiore ai 2 anni, il kiwi giallo è coltivato oggi su 2.860 ha a livello nazionale e per quest’anno si prevede una produzione di 61.700 tonnellate (+64%). La varietà rossa, che Zespri sta testando a Singapore, al momento non sembra adatta al nostro clima ed i tentativi realizzati hanno dimostrato che questa varietà è particolarmente sensibile agli attacchi della batteriosi.

Dopo una campagna 2017 contraddistinta da un’offerta eccezionalmente limitata e con ingenti danni da gelo, si ritorna dunque quest’anno su livelli più normali, anche se nettamente inferiori al potenziale. Raccolto in settembre il kiwi giallo, si attende novembre per l’avvio della raccolta del verde. Secondo Elisa Macchi, direttore del Cso, le prospettive commerciali della campagna entrante non indicano sicuramente una situazione eccedentaria e sul fronte della capacità di assorbimento del mercato non sembrano esserci particolari problemi. Avanzano però i competitors, come la Grecia che ha modificato la serie storica e mostra la stessa produzione elevata dell’anno precedente. Nel 2018 inoltre sarà più lungo il periodo di commercializzazione dei paesi dell’emisfero Sud.
Nei primi sei mesi del 2018 si registrano aumenti per valore della produzione (+16%) e per prezzo di vendita al dettaglio (+11%), ricordando che nel 2017 la quotazione media al chilo ha raggiunto i 2,15 euro. Ancora in contrazione le esportazioni.
Resta alta l’attenzione verso patologie e parassiti del kiwi, come la moria, la batteriosi e la cimice asiatica, i cui danni possono essere rilevabili anche solo dopo la raccolta, all’uscita dalla cella frigo, vanificando tutto il lavoro di coltivazione e commercializzazione dell’agricoltore.

Ad oggi la cimice si combatte solo con reti antigrandine e multifunzione che chiudano l’intero impianto e con trattamenti preventivi a inizio stagione o alla prima comparsa dell’insetto. In Romagna pezzature e qualità dei kiwi dovrebbero essere elevate. Nel ravennate l’azienda agricola di Giuliano e Davide Maioli è stata fra le prime ad avviare la coltivazione dei kiwi. Oggi conta 3 ha destinati al kiwi verde, 6 a due varietà di giallo, più altri 2 ettari e mezzo impiantati nel 2017 che andranno in produzione fra due anni.

“La produzione migliore è stata lo scorso anno. Per il kiwi verde c’è poca produzione e i prezzi tengono – osserva Davide Maioli -. Riguardo al kiwi giallo, ne abbiamo una parte in coltivazione libera, quindi con meno vincoli e problemi rispetto a quelli che coltiviamo in maniera consorziata con Zespri, ma che naturalmente rendono meno. Siamo consorziati da 4 anni e ci sono vantaggi e svantaggi: la manodopera richiesta è notevole, la raccolta viene decisa dal consorzio, con il rischio che il prodotto sia maturo e un 30% finisca per non essere pagabile. I prezzi sono ovviamente più alti, siamo su una media di 1.09 euro”.

Dal punto di vista delle minacce alle coltivazioni non paiono esserci particolari problemi. “La batteriosi è stata finora gestibile, in primavera facciamo una selezione delle piante che vanno tagliate. La cimice asiatica, che crea danni al kiwi giallo, si è vista fortunatamente poco. Alcuni colleghi hanno installato le reti, noi per il momento abbiamo scelto di non chiudere”.

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