Lambrusco pignoletto e prosecco: il tris d’assi del Gruppo Riunite Civ

La Coop cresce in Italia ed Europa e registra un + 57% in Asia e Australia. Il prezzo medio di riparto è di 62,50 euro al quintale e l’utile netto sfiora i 5 milioni

MODENA – “È vero che il riparto medio delle uve è buono, ma l’annata 2017 ha registrato una forte contrazione produttiva e il prezzo non compensa la perdita di prodotto, nonostante che i prezzi dei vini siano leggermente lievitati”. Corrado Casoli, presidente del Gruppo Riunite Civ, ha illustrato il bilancio (chiuso al 31 luglio 2018) all’assemblea generale dei soci, un esercizio che conferma la solidità della cooperativa, il cui capitale è suddiviso tra circa 1.700 soci produttori di uve e 24 cantine associate in Emilia Romagna, Veneto e in altre regioni d’Italia. Ad affiancare Casoli durante i lavori assembleari è stato il vice presidente Claudio Biondi che nel corso della mattinata ha dato la parola, per un saluto, al sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli.

“Riunite Civ chiude l’esercizio 2017-18 – ha sottolineato ancora Casoli – con ricavi in decisa crescita, pari a 260 milioni di euro (237 milioni nell’esercizio precedente), rafforzando la propria leadership nei vini frizzanti emiliani quali lambrusco e pignoletto e nel prosecco grazie al contributo di Cantine Maschio”. La Cooperativa ha registrato a fine esercizio un patrimonio netto di oltre 166 milioni di euro (161 milioni l’anno precedente), pari a circa il 45% delle proprie fonti, e ha raccolto 34 milioni di euro di depositi dai soci sotto forma di prestito sociale.
“L’esercizio si chiude con un utile netto pari a 4,95 milioni di euro, rispetto ai 4,7 milioni registrati nell’anno precedente – ha proseguito il presidente di Riunite Civ – garantendo ai soci che nella vendemmia 2017 hanno conferito alla cooperativa oltre 660 mila quintali di uve, un prezzo medio di riparto di 62,50 euro al quintale”.

Lo sviluppo dei nuovi mercati segna un andamento positivo e l’incremento del fatturato dei vini confezionati è stato del 9%, con vendite all’estero in aumento dell’11%: la migliore performance è stata conseguita in Asia e in Australia con un +57% e in Europa (+23%). “Siamo soddisfatti anche del consolidamento del mercato nazionale dove i ricavi sono aumentati del 7%, trainati dai risultati ampiamente positivi degli spumanti, sia Prosecco che Pignoletto”, ha commentato Casoli.

Il 2018 ha visto inoltre nascere una nuova linea di Reggiano Lambrusco Doc “Riunite 1950” il cui lancio è stato supportato dalla campagna di comunicazione che vede al centro il vero spirito della cantina e il senso dell’emilianetà: “Riunite, il lambrusco ci unisce”.
“Prevediamo che il Gruppo chiuderà il 2018 con un fatturato consolidato superiore ai 600 milioni di euro di ricavi – ivi compresi il fatturato di Gruppo Italiano Vini – ha concluso Casoli – che si conferma azienda leader nella produzione di vini italiani di qualità, collocando il Gruppo tra le più importanti aziende vitivinicole del mondo.

Ha concluso i lavori Giovanni Luppi, presidente nazionale di Legacoop Agroalimentare, che ha incentrato il suo intervento sulle potenzialità di sviluppo del settore.

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