Nuovi obblighi di informazione per chi impiega prodotti fitosanitari in prossimità di aree frequentate da persone

trattamento fitosanitario

Piero Peri

DALLA REDAZIONE – Sono scattati nuovi obblighi per chi impiega prodotti fitosanitari su colture in prossimità di aree frequentate dalla popolazione. Si tratta disposizioni che aggiornano una Delibera della Regione Emilia Romagna già in vigore. Di fatto, in sintesi, rivede alcune modalità di segnalazione dei trattamenti e relative distanze da luoghi in cui transitano o sostano persone. Innanzitutto va ricordato che nell’utilizzare i prodotti fitosanitari occorre rispettare diversi obblighi che vanno dal possedere l’apposita autorizzazione (patentino), conservarli in apposti locali e/o spazi, usare le dovute precauzioni nella loro manipolazione sino a controllare periodicamente le diverse macchine utilizzate per la loro distribuzione.

Particolare attenzione deve inoltre essere posta quando si utilizzano fitosanitari in aree agricole prossime a quelle frequentate dalla popolazione allo scopo evitare che estranei entrino in contatto con prodotti tossici. La Regione Emilia Romagna ha quindi approvato una nuova regolamentazione che fornisce puntuali indicazioni che gli agricoltori devono rispettare.

Questi i luoghi in cui è obbligatoria la segnalazione del trattamento con prodotti fitosanitari: cortili e aree verdi all’interno dei plessi scolastici e confinanti con gli stessi, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie; sentieri natura e percorsi salute, fitness con attrezzature sportive all’aperto; piste ciclabili; aree di sosta e/o dei parcheggi; parchi e giardini pubblici, campeggi, campi sportivi e aree ricreative.

Nei casi in cui la distanza fra il bordo delle aree indicate ed il limite esterno dell’appezzamento oggetto del trattamento fitosanitario sia inferiore a 10 metri è obbligatoria la segnalazione secondo le seguenti modalità:

– per le colture estensive e industriali prima dell’inizio del trattamento e per tutta la durata dell’operazione sul lato dell’appezzamento trattato, prossimo all’area frequentata, dovranno essere apposti cartelli, uno all’inizio e uno alla fine con il seguente contenuto “Trattamento fitosanitario in corso”
– per le colture ortofrutticole e per la vite dall’impianto, o comunque prima dell’inizio del trattamento, sino all’estirpazione sul lato dell’appezzamento trattato, prossimo all’area frequentata, dovranno essere apposti cartelli, uno all’inizio e uno alla fine, con il seguente contenuto “Area soggetta a trattamenti fitosanitari nel periodo … (es. dal 15 marzo al 15 luglio). In caso di trattamenti effettuati al di fuori del periodo riportato nel cartello occorre utilizzare i cartelli previsti per le coltura estensive.

Nel caso si effettuino trattamenti ad una distanza inferiore ai 10 metri da piste ciclabili, sentieri natura, percorsi salute e aree di sosta gli utilizzatori devono sempre segnalare il trattamento con il cartello “Trattamento fitosanitario in corso” prima di ogni irrorazione.
I cartelli devono avere le seguenti caratteristiche:

  • il materiale deve essere resistente agli urti e alle intemperie;
  • deve essere collocato ai confini delle aree agricole oggetto del trattamento in modo tale da garantire una buona visibilità e comprensione dal punto di normale passaggio delle persone;
  • la loro sistemazione deve avvenire ad una altezza e posizione appropriata rispetto all’angolo di visuale del passante tenendo conto di eventuali ostacoli;
  • le informazioni riportate devono avere caratteri chiaramente leggibili.

cartello trattamentoLa misura del cartello deve essere idonea a contenere le informazioni descritte.
Il cartello non deve essere confondibile con la cartellonistica stradale e/o della sicurezza sul lavoro.
In caso di abitazioni civili confinanti direttamente con aree agricole soggette a trattamenti che si trovano a meno dei 10 metri di distanza è necessario che gli abitanti siano avvisati almeno 24 ore prima, con modalità dimostrabili (es. cartelli, comunicazione scritta, mail ecc..).

Allo scopo di ridurre i rischi derivanti dall’impiego dei ‘fitosanitari’ è previsto il divieto di utilizzo a distanze inferiori di 30 metri di prodotti i classificati tossici, molto tossici e/o recanti in etichetta le frasi di rischio R40, R42, R43, R60, R61, R62, R63 e R68, ai sensi del Decreto Legislativo n. 65/2003 e s.m.i., o le indicazioni di pericolo corrispondenti, di cui al Regolamento (CE) n. 1272/2008.

Ad una distanza inferiore di 30 metri, qui definita come “distanza di sicurezza”, i prodotti fitosanitari sopra elencati, non possono essere utilizzati nelle aree agricole prossime a:

  • parchi e giardini pubblici; campi sportivi; aree ricreative;
  • cortili e aree verdi all’interno dei plessi scolastici, scuole dell’infanzia, asili nido, centri diurni per l’infanzia;
  • parchi gioco per bambini;
  • superfici in prossimità di strutture sanitarie e Istituti di cura.

La distribuzione di prodotti fitosanitari in aree agricole adiacenti a plessi scolastici, asili nido, scuole dell’infanzia, centri diurni per l’infanzia, nonché parchi gioco per l’infanzia, strutture sanitarie e Istituti di cura, è consentita esclusivamente al di fuori dell’orario di apertura di tali strutture ed in ogni caso preferibilmente tra le ore 19 e le ore 7.
Non è necessario mantenere la distanza di sicurezza nel caso di utilizzo di “macchine irroratrici a recupero (tunnel)” oppure qualora la coltura sia all’interno di una serra chiusa.
fitosanitariFatte salve eventuali prescrizioni più restrittive riportate sull’etichetta del prodotto fitosanitario utilizzato e fatte salve eventuali disposizioni più restrittive dell’Autorità locale competente, la distanza di sicurezza è ridotta a 10 metri purché al momento della distribuzione dei prodotti fitosanitari sia adottata almeno una delle seguenti misure di contenimento della deriva:
− per i trattamenti insetticidi, fungicidi, acaricidi:

a) nelle colture arboree:

1) presenza di una barriera vegetale continua con copertura fogliare fitta, oppure di una barriera antideriva artificiale equivalente, tra la coltura da trattare e il confine dell’appezzamento. La barriera di protezione dalla deriva deve avere un’altezza minima di 3 metri;
2) presenza di una rete ombreggiante (es. rete antinsetto) che arriva fino a terra;
3) utilizzo di sistemi di regolazione della direzione del flusso d’aria (es. convogliatori d’aria a torretta, manichette flessibili o deflettori posizionati nella parte superiore di macchine con disposizione degli ugelli a raggiera) in combinazione con ugelli antideriva ad iniezione d’aria;
4) utilizzo di sistemi per la regolazione della quantità di aria (es. utilizzo di atomizzatori con ventola spenta oppure paratie per esclusione parziale del flusso d’aria) in combinazione con ugelli antideriva ad iniezione d’aria;
5) in alternativa alle soluzioni sopra descritte utilizzo di attrezzature manuali (es. lancia a mano, attrezzature spalleggiate) almeno negli ultimi 20 metri trattati, indirizzando esclusivamente la miscela verso l’interno dell’appezzamento;
6) uso di coadiuvanti antideriva.

b) nelle colture erbacee:

1) presenza di una barriera vegetale continua con copertura fogliare fitta, oppure di una barriera antideriva artificiale equivalente tra la coltura da trattare e il confine dell’appezzamento. La barriera di protezione dalla deriva deve avere un’altezza superiore di almeno 1 metro rispetto alla coltura da trattare;
2) presenza di una rete ombreggiante (es. rete antinsetto) che arriva fino a terra;
3) utilizzo di barre irroratrici equipaggiate con manica d’aria;
4) utilizzo di barre irroratrici con ugelli o campana antideriva nonché dotate di ugello asimmetrico di fine barra;
5) in alternativa alle soluzioni sopra descritte utilizzo di attrezzature manuali (es. lancia a mano, attrezzature spalleggiate) almeno negli ultimi 20 metri trattati, indirizzando esclusivamente la miscela verso l’interno dell’appezzamento;
6) uso di coadiuvanti antideriva.

− per i trattamenti con erbicidi:

1) utilizzo di barre irroratrici equipaggiate con manica d’aria;
2) impiego di ugelli antideriva o di una campana antideriva (quest’ultima nel caso di applicazioni localizzate). Le barre debbono comunque essere dotate di ugello asimmetrico di fine barra. In pieno campo è vietata la distribuzione di prodotti fitosanitari con macchine irroratrici a cannone.

Gli utilizzatori di prodotti fitosanitari devono effettuare la regolazione delle attrezzature irroranti in base alle caratteristiche delle colture da trattare con particolare riferimento al volume da utilizzare, alla direzione e alla velocità del getto d’aria. La distribuzione dei prodotti fitosanitari può avvenire solamente in condizioni tali da non comportare alcuna visibile deriva. Assicurarsi che durante il trattamento non siano presenti persone nelle immediate vicinanze dell’area trattata e, all’occorrenza, sospendere immediatamente il trattamento. Le applicazioni debbono essere effettuate con una velocità di avanzamento non superiore a 6 km/h, al fine di ottenere un ulteriore contenimento della deriva.

Info: https://goo.gl/1FbDou

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