Pomodoro, prezzo fissato a 79,75 euro per tonnellata

Cristian Calestani

PARMA – È stato fissato a 79,75 euro/tonnellata (più un euro per i servizi delle Op) il prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia per la campagna 2018. Si tratta di un prezzo in linea con quello dello scorso anno con sole due variazioni: la scaletta del brix che prima si fermava a 4.30 scende fino a 4 ed è previsto un euro a tonnellata di premio per il brix compreso tra 4,8 e 5,2, al fine di riconoscere l’impegno in termini di qualità. L’accordo non ha pienamente soddisfatto la componente agricola, che richiede un maggiore riconoscimento dell’impegno per garantire una produzione di pomodoro da industria di elevata qualità.

“Gli accordi – commenta Andrea Robuschi, membro di giunta di Cia Parma e socio della società famigliare soc.agr. Robuschi Aldino e Berni Donatella di Sorbolo –, pongono come obiettivo una produzione sempre più qualitativa. Una qualità che, puntualmente, viene consegnata da noi produttori e che è richiesta dal consumatore, dal trasformatore e dalle associazioni. Tuttavia l’impegno per l’ottenimento di questa qualità non viene, purtroppo, riconosciuto economicamente a noi produttori. Siamo in concorrenza con Cina e Spagna e quest’ultima, anche se in Comunità europea, produce a prezzi ben inferiori. Sarebbe importante per noi produttori – aggiunge Robuschi – avere un prezzo fisso per almeno 2/3 anni in modo da avere la possibilità di fare un piano di investimenti aziendali per rinnovare i macchinari. Basterebbero alcuni centesimi in più per poter lavorare in maniera maggiormente tranquilla e garantire sempre il meglio della produzione. In questo modo potremmo difendere al meglio il pomodoro da industria italiano ed in generale il made in Italy”.

Concetti, quest’ultimi, ripresi anche dall’altro membro di giunta Giuliano Pavarani, che nel 2018 coltiverà una trentina di ettari a pomodoro da industria nella zona compresa tra Vicomero e Fraore, nell’ambito dell’attività della società agricola Pavarani, società semplice. “Seminerò il pomodoro da industria per il secondo anno – spiega -. Purtroppo, ad un grande impegno di noi agricoltori per una produzione di elevata qualità, non corrisponde un adeguato riconoscimento tanto che il prezzo, pur restando uguale rispetto al 2017, è in realtà diminuito in maniera significativa negli ultimi anni. Di contro però, noi agricoltori continuiamo ad impegnarci per la produzione integrata e siamo chiamati ad affrontare non poche difficoltà legate alla crisi idrica che l’anno scorso, ad esempio, ha messo in ginocchio tante imprese facendo aumentare i costi di irrigazione. Sarebbe importante avere un prezzo che riconosca maggiormente l’impegno di noi agricoltori”.

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