Primavera anticipata, a rischio fioritura di ciliegi e susini

Marzo 2014

Cla. Fe.

VIGNOLA (Modena) – Mentre ancora si sta alla finestra per vedere gli effetti dell’inondazione provocata dalla rottura di un argine sul fiume Secchia, il clima mite, anomalo per il periodo, mette in allarme i produttori.

La stagione è anticipata di almeno 15 giorni rispetto alla norma e il caldo ha ‘messo in moto’ anzitempo le piante, esponendole al rischio di una gelata nel caso di una recrudescenza dell’inverno. C’è molta preoccupazione anche perché le compagnie di assicurazione non offrono coperture multi rischio impedendo agli agricoltori di tutelare le proprie produzioni (a pag. 28 di Agrimpresa) ed esponendoli ai rischi climatici ed ambientali.

“In effetti siamo in anticipo di 15- 20 giorni rispetto alla media – conferma Andrea Bernardi, direttore del Consorzio della ciliegia e della susina tipica di Vignola – e la fase fenologica di ciliegi e susini è quella di metà marzo. Le piante di susino hanno già il germoglio e la ‘puntina’ bianca del fiore che presto sboccerà, mentre per i ciliegi dovremo attendere ancora 8 -10 giorni. Tuttavia se le temperature scendono questo processo potrebbe rallentare e, soprattutto, se dovessero andare al di sotto dello zero in piena fioritura o con gemme ingrossate i danni sarebbero ingenti. Con la ‘fotografia’ attuale, comunque (mentre scriviamo è il 4 marzo), possiamo prevedere una raccolta anticipata di questi frutti”.

Sul piano commerciale si potrebbero evidenziare vantaggi competitivi nei confronti di nazioni come la Spagna, ad esempio, se l’anticipo di stagione – quindi di raccolta – dovesse riguardare solo l’Italia. “Il rischio di gelate tardive è purtroppo sempre in agguato – dice ancora Bernardi – almeno fino al 20 aprile, secondo la nostra esperienza, a temperature anche non molto basse con una vegetazione avanzata la produzione è soggetta a danni, anche gravi”.

Maggior preoccupazione destano le piante di albicocco anche se al momento la fioritura è lenta perché di notte la temperatura è ancora bassa, fattore cha favorisce una fioritura prolungata, quindi una migliore allegazione. Lo stesso anticipo vegetativo lo si riscontra sui peschi che ora hanno le gemme ingrossate. Sulle ortive c’è meno preoccupazione perché i trapianti non sono in generale ancora stati eseguiti.

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