Usi civici, diritti medioevali che creano odierni grattacapi

Luglio 2017

Piero Peri, responsabile territorio e ambiente Cia Emilia Romagna

I diritti di Uso civico sono di diversa tipologia e di molteplici denominazioni e hanno in comune tutti di essere di origine antichissima, risalgono ad un’epoca in cui la legge, come la intendiamo oggi, non esisteva. Il crollo dell’impero romano ha lasciato l’intera Europa senza leggi, in preda della legge del più forte. 

All’inizio del Medioevo hanno iniziato a formarsi in tutto il Vecchio Continente una serie di centri di potere che si estendevano su spazi di terreno più o meno vasti. Nel momento in cui qualcuno, con la forza delle armi, scacciava tutti quelli che potevano contrastarlo da una zona, s’insediava in una fortificazione a sua difesa, cercando di perpetuare per sé e per i propri discendenti la signoria su quel luogo, difendendola dagli assalti dei vicini. 

Quando il signore pacificava la sua zona di territorio; dichiarava di essere proprietario di tutto quanto si trovasse nel territorio, il diritto di proprietà era affidato alla forza delle armi. Per incrementare la ricchezza s’iniziarono a elaborare una serie infinita di diritti reali. Il ‘reggente’ concedeva al servo il diritto di coltivare il terreno o di mettere a frutto un certo bene, obbligandolo a versare un canone, un’utilità o un servizio anche di carattere personale. Il signore (e i suoi eredi) riscuoteva per sempre il canone o usufruiva delle prestazioni della popolazione, mentre i servi avevano il diritto di lavorare il terreno e trarne, se ci riuscivano, il sostentamento per sé e per la propria famiglia, dopo aver pagato il proprietario. Questo status si è concluso solo in epoca recente, grazie a Napoleone Bonaparte, che ha cancellato tutti i diritti feudali abrogandoli.

Ha quindi introdotto i diritti reali sui beni che oggi noi conosciamo: proprietà, usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali ed enfiteusi.

L’Uso civico è sopravvissuto come antico diritto medievale, perché allora la proprietà non era riconducile a una persona, ma a un’universalità di persone residente in un determinato Comune o paese, oppure la proprietà era di un ente territoriale. Era stato lo stesso signore che aveva rinunciato per diversi motivi ad alcuni beni a beneficio, ad esempio, di un’abbazia, una comunità di cittadini che quindi diventavano titolari del diritto.
Per il fatto che questi diritti non erano riconducibili a un nobile (il signore) di turno Napoleone, ne ha permesso la sopravvivenza, e pertanto ci sono stati tramandati fino ad oggi.

Gli Usi civici sono quindi delle eredità medievali che hanno origini ancora più antiche e si trascinano una serie di complicazioni, prima fra tutte il sapere dove e quali siano, e se questi esistano sui terreni senza che gli attuali proprietari ne siano a conoscenza. Casi questi che, come riportiamo qui, si presentano assai di frequente, con conseguenze tutt’altro che semplici da risolvere.

Tags: terreni agricoli piero peri usi civici