Germana Fratello

Gentile direttore,

apro la rivista di settembre che parla di donne in agricoltura e la prima cosa che salta all’occhio è la vignetta: “l’imprenditrice agricola” rappresentata è un’improbabile biondina truccata e formosa con seno in evidenza, oltretutto oggetto di attenzione da parte di un uomo visibilmente “arrapato” (mi scuso per il termine utilizzato, ma rende bene). Va bene che è una vignetta, che è tanto per ridere, ma i modi in cui si ride sono espressione di una cultura, che nella vignetta in questione è evidentemente una cultura sessista. Poi ci sono gli articoli che parlano delle donne in un tono ovviamente diverso, e mi chiedo: “ma non capite quanto una vignetta può comunicare? Quanto può dare un messaggio forte?”. Siamo abituate a questo tipo di umorismo, purtroppo, ma mi piacerebbe che non avesse spazio nella vostra rivista. Cordiali saluti,

Germana Fratello, imprenditrice agricola
Savigno (Bologna)

Dante Reggiani

Vorrei segnalarle il malessere generale di noi produttori di ciliegie, dovuto all’andamento di mercato, dovendo competere con prodotti a prezzi irrisori, improponibili per la nostra realtà vignolese. Detto questo, considerato che ad inizio campagna si fa un gran parlare di questo nostro eccellente prodotto, poi quando si arriva al momento della commercializzazione e sorgono questi problemi di concorrenza, nessuno si adopera per trovare una soluzione e io, personalmente, mi sento molto deluso e demotivato da questa realtà.  

Dante Reggianini
cerasicoltore di Vignola