Tomato World 2017: com’è andata l’ultima edizione

Buon afflusso di operatori a questa due giorni dedicata al sistema del pomodoro da industria svoltasi presso il Centro Congressi del quartiere fieristico di Piacenza Expo. Tomato World è un evento che, dal 2002, a cadenza biennale propone temi di stretta attualità legati a questo comparto agroalimentare. Da sempre il forum si pone come momento di sintesi per il settore coinvolgendo tutti gli attori principali.

Tomato World ha parlato di mercati esteri

Gli scenari internazionali sono stati delineati da Marco Serafini, past President del WPTC. Mentre la Cina riduce la produzione l’Australia preme sull’acceleratore. Il mondo del pomodoro fin qui conosciuto sembra una trottola impazzita con nuove terre da esplorare come l’Est Europa. Il segretario di Tomato Europe, Marco Baldoli, ha parlato del contesto continentale sottolineando le crescite importanti di Spagna e Portogallo e l’alta potenzialità di Russia e Ucraina in prospettiva futura.
La tavola rotonda ha poi messo in luce le azioni a supporto della produzione italiana.
Valutazioni sui disciplinari e fronte comune alla concorrenza estera sono le questioni poste da Alessandro Squeri, presidente Giovani Imprenditori di Federalimentare.
“Uno dei temi più caldi e di grande attualità per il settore è certamente l’origine del pomodoro.” – ha dichiarato il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli – “bisogna lavorare come filiera ed estendere le etichette di qualità certificata a livello europeo.”
Diversi gli interventi e di diverso tenore ad opera di Giovanni Lambertini (Confagricoltura, Marco Crotti (Coldiretti), Gianni Brusatassi (Asipo), Filippo Arata (Asipo).
L’Italia produce pomodoro buono e sano che deve essere valorizzato meglio attraverso una strategia che ne esalti la qualità. Occorre integrare gli interessi di tutto il sistema.

Tomato World ha parlato di produzione integrata

L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da industria del Nord Italia ha presentato un interessante appuntamento per parlare del lungo cammino della produzione integrata in Emilia Romagna. L’esigenza di ampliare il marchio QC a tutto il Nord Italia e l’adozione di politiche commerciali più aggressive nei mercati internazionali sono gli spunti emersi dopo una presentazione dell’esperienza partita alla fine degli anni 90 e dopo il confronto con altri Paesi europei. Il marchio QC ha permesso di far crescere professionalmente un territorio che oggi si trova nell’esigenza di continuare ad investire in ricerca per mantenersi nel contesto competitivo attuale.

Tomato World ha parlato di biologico

Dai 1.316 ettari del 2015 ai 2.310,22 del 2017. Sono quasi raddoppiate le superfici coltivate a pomodoro biologico da industria nel Nord Italia. Un trend che conferma una crescente domanda di prodotti bio, riscontrabile anche in altri settori, e di cui si è parlato nel convegno organizzato dall’OI Pomodoro da industria del Nord Italia al Tomato World, il forum di settore ospitato alle fiere di Piacenza.
La prima provincia per la produzione biologica è quella di Ferrara dove, nel 2017, sono stati coltivati 1500,07 ettari. Seguono le province di Ravenna (350,25), Parma (184,41), Piacenza (76,43), Reggio Emilia (45,83), Mantova (37,47), Bologna (35), Verona (25,94), Cremona (16,41) ed altre province del Nord Italia per 38,41 ettari.
“Il mercato del biologico sta crescendo e continuerà a crescere – ha commentato Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia -. All’origine di tutto c’è un fattore culturale. Stanno cambiando gli stili di vita e c’è un’attenzione crescente alla salubrità di ciò che si mangia da parte dei consumatori. Questa crescita può trovare sul suo cammino un solo ostacolo: l’offerta di falso biologico. Sono sufficienti anche pochi incidenti per minare la credibilità di un intero settore e la fiducia dei consumatori. Per questo è decisivo che l’offerta risulti massimamente affidabile. Da questo punto di vista la filiera del pomodoro da industria biologico del Nord Italia può offrire già oggi al mercato e al consumatore finale un sistema aggiuntivo di verifiche, di controlli e di analisi che non hanno riscontro in altre realtà italiane e straniere”.

Tomato World ha parlato di acqua per la terra

Come è cambiato il clima, come sono state affrontate le stagioni difficili per l’irrigazione da parte degli agricoltori, dei tecnici, dal Consorzio di Bonifica e da Ireti: questi gli interventi di apertura del convegno “Acqua per la Terra” che ha ufficialmente chiuso il programma 2017. Coldiretti, Confagricoltura e Cia hanno chiesto a gran voce una soluzione strutturale all’emergenza idrica. Stefano Caserini, docente del Politecnico di Milano ha evidenziato come continuare a promuovere politiche sul clima sia di fondamentale importanza. Il cambiamento climatico non si fronteggia limitando i consumi di acqua ma intervenendo sui consumi di energia contenendo le emissioni dannose.
L’agricoltura ha messo in campo esempi virtuosi per ottimizzare l’impiego d’acqua ad uso irriguo contribuendo a finanziare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Si è parlato infine di invasi e quindi di interventi strutturali in grado di gestire al meglio questa risorsa: un problema che il livello politico deve mettere in agenda a fronte delle emergenze rilevate nelle ultime stagioni produttive.

Tomato World ha parlato di innovazione

Nell’ambito di Tomato World Piacenza Expo ha ospitato anche un’area espositiva dedicata a tutto quanto è innovazione per l’azienda agricola. Tante le proposte: da modelli di agricoltura di precisione a nuovi approcci nella gestione irrigua, dalla valorizzazione energetica degli scarti di lavorazione al miglioramento della resa agricola attraverso nuove tecnologie.
L’idea, in collaborazione con ASTER, è stata quella di inserire i nuovi progetti d’impresa, le startup dedicate all’agricoltura ed i processi di trasferimento tecnologico in un evento interessante per incontrare operatori professionali attivi nei settori d’interesse.

www.tomatoworld.it

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