Allevare a terra o in gabbia?

Alessandra Giovannni

Montiano (Forlì-Cesena) – Due allevamenti diversi, due realtà diverse, due zone diverse. Germano Mordenti è titolare della Fattoria di Alfonsine in provincia di Ravenna, Daniele Zanotti e la moglie Fabiola Ferri vivono a Montiano in provincia di Forlì-Cesena.

Non fatevi ingannare dal nome fattoria perché se digitate su internet l’indirizzo di questa realtà vi trovate di fronte a un edificio di incredibili proporzioni. “In quei capannoni – racconta Mordenti – vivono 300.000 galline allevate a terra, 40.000 nelle gabbie arricchite e 150.000 pulcini. E nella foto c’è anche un capannone già pronto per ospitare, quando potrò, 150.000 galline per l’allevamento a terra”. Alleva per produrre solo uova e pollastre.
“Dai capannoni – dice ancora Mordenti – escono circa 2 milioni di uova alla settimana. Non faccio mercato libero, ho un contratto con un’azienda. Il mercato è stabile ma il prezzo è basso. Con le galline in gabbia ci rimetto con quelle a terra riesco ancora a guadagnarci”.
Vorrei parlare del benessere animale e della differenza tra le due tipologie di allevamento ma Mordenti è deciso e sicuro del suo pensiero.
“Non ho dubbi, quella che sta meglio è sicuramente quella che vive nella gabbia arricchita. È una gabbia moderna, più confortevole, più grande, è come se vivessero sospese in aria e, soprattutto, non sono a contatto con polvere o feci. Inoltre, bevono e mangiano solo quello che gli diamo. Quelle a terra, se ci pensate, vivono periodicamente nel letame, nelle feci, a contatto con il suolo e quindi con la terra”.

Ma, in questo contesto, la cosa più importante sono le uova. “Le galline in gabbia – precisa Mordenti – producono fino al 98% di uova, quelle libere al massimo 95%. Considerate che le galline meglio stanno, più producono”.
Allora perché non trasformare completamente l’allevamento? “Prima avevo tutte le galline in gabbia ma due, tre anni fa ne ho messe a terra un po’. Ho dovuto farlo, me lo ha chiesto la grande distribuzione. In altro modo sarei fallito”.

Il discorso si sposta su Cun Uova, la Commissione unica nazionale delle Uova in natura da consumo entrata in attività il 12 novembre del 2018 presso la Borsa Merci di Forlì e di cui fa parte anche la Fattoria Mordenti. “Sono stato nominato dalla Cia nazionale e sono una delle 10 aziende presenti in questa realtà, una realtà che deve tutelare i piccoli allevatori e produttori”.

Dalle uova ai polli. Daniele Zanotti e la moglie Fabiola Ferri allevano 30.000 animali, polli da carne. “Abbiamo anche la frutta – racconta Fabiola Ferri – ma i polli sono da sempre un patrimonio e un’attività di famiglia, dei miei suoceri e la storia ha un suo valore”. Un lavoro di anni che è stato segnalato anche durante la seconda edizione del premio “Avicoltore dell’anno: Premio 2018 migliori pratiche del settore avicolo italiano” organizzato da Unaitalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari delle carni e delle uova.

A Daniele è stata riconosciuta la menzione speciale nella categoria benessere animale. “Una vera soddisfazione – dice ancora Fabiola – perché i nostri polli respirano aria pulita, vivono bene in ambienti adatti a loro e non usiamo antibiotici. Se c’è bisogno adesso possiamo curarli con erbe naturali”. Certo i problemi restano”.

“Sono animali – conclude Fabiola – e devono essere controllati tutti i giorni, non conoscono domeniche o festività. Anche se ci sono le tecnologie, occorre sempre l’occhio e la mano dell’uomo”.

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