Come vendere all’estero il Parmigiano Reggiano

Maggio 2016

REGGIO EMILIA – Il 24 marzo scorso nella Sala Valdo Magnani a Reggio, l’assemblea di bilancio di Lattemilia, la cooperativa agricola che associa 17 tra cooperative, aziende agricole e società private produttrici di formaggio Parmigiano Reggiano, prodotto con il latte proveniente da circa 450 aziende agricole delle provincie di Reggio Emilia e Parma

è stata anche l’occasione per presentare l’importante accordo tra LattEmilia e Granarolo per la commercializzazione all’estero di Parmigiano Reggiano prodotto dai soci di LattEmilia.

Le soluzioni al problema del latte italiano, è stato detto nel dibattito che ha accompagnato l’assemblea incentrato sul come vendere il Parmigiano Reggiano, vanno distinte fra immediate e di lungo periodo.

Le prime devono essere volte a dare ossigeno economico alle aziende, mentre le seconde devono disegnare idee per il futuro di un comparto da costruire sui mercati internazionali perché non ci si può illudere di risolvere il problema del latte italiano sul mercato interno. “E questo soprattutto per il comparto del Parmigiano Reggiano – ha detto l’assessore regionale Simona Caselli – nel quale il 70% del prodotto viene ancora venduto nella zona di produzione e che da solo rappresenta il 90% della produzione lattiero casearia dop della nostra regione. Quello che serve al più presto è una decisa modernizzazione dal punto di vista commerciale, perché è certo che l’unico sbocco di mercato di questa nostra eccellenza è l’export, che peraltro permetterebbe una migliore programmazione e svincolerebbe i produttori dalla costrizione a contratti di esclusiva”.

“Gli strumenti di cui oggi possiamo già disporre – afferma l’assessore regionale – sono quelli del dopo Expo che hanno prodotto importanti informazioni sul come valorizzare le nostre produzioni all’estero e sul come l’essere uniti porti a lavorare meglio, a costi inferiori e con maggiore efficacia. Per il futuro sarà sempre più premiante aggregarsi ed anche la politica regionale tenderà sempre più a sostenere, anche dal punto di vista economico, questo tipo di crescita di competitività ed organizzazione”.

L’accordo tra LattEmila e Granarolo, hanno spiegato il presidente di LattEmilia Luigi Tamburini e il presidente del Gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari, va nella direzione di mettere in rete le capacità e la qualità dei produttori associati in LattEmilia, con la forza di penetrazione sui mercati esteri di un gruppo come Granarolo, il tutto all’interno di una filiera cooperativa riconoscibile e che aggiunge valore aggiunto. L’accordo nasce da un fruttuoso confronto tra un qualificato gruppo di soci di LattEmilia e l’organizzazione di Granarolo.

Si inizierà mettendo a disposizione del gruppo bolognese, che ha sue società già attive in diversi paesi, in particolare europei ed americani, dalle 1.500 alle 2.000 forme al mese di Parmigiano Reggiano, già stagionato. I soci di LattEmilia, oltre alla produzione, cureranno la stagionatura, che ha il supporto del Ccfs, la finanziaria di Legacoop, e di altri istituti di credito.

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