Dal campo alla refrigerazione: le orticole eccellenza romagnola

spinaci

Emer Sani

Oltre 12.200 ettari di verdure a foglia e leguminose in buona parte destinate alla surgelazione

ALFONSINE (Ravenna) – La siccità al momento è lo spettro che incombe sulle coltivazioni. “È emergenza”, spiega Stefano Malpassi, responsabile uffici agronomo Fruttagel, programma e approvvigionamento materie di prime. “Nel 2018 il problema è stato inverso, da gennaio fino a metà marzo non siamo riusciti a seminare i piselli in quanto la pioggia ci ha bloccato; quest’anno è esattamente l’opposto, siamo in una crisi idrica spaventosa. Siamo molto preoccupati, le riserve idriche sono molto base, in montagna neve non ce n’è, e nei canali del ferrarese sta arrivando acqua con una certa quantità di salinità. Stiamo aspettando disperatamente la pioggia”.

Le orticole a pieno campo nel territorio romagnolo sono un comparto molto importante: si estendono per circa 12.200 ettari, nel forlivese e cesenate sono intorno ai 3.900 ettari, nel ravennate sono circa 7 mila ettari, nel riminese sono quasi 1.300 ettari. Un mercato in espansione è quello delle verdure surgelate. Relativamente alla campagna 2018, Fruttagel ha fatto coltivare tra primavera e autunno 200 ettari di spinaci (188 in provincia di Ferrara e 18 a in quella di Ravenna) di cui 35 in coltivazione biologica.

piselliDi bietola sono stati seminati in totale 140 ettari, (40 ettari Ra, 100 Fe) di cui 10 bio; di cicoria sono stati seminati 30 ha tutti in provincia di Ravenna, i piselli hanno coperto 1.800 ettari (420 ettari Ra e 1.380 Fe) di cui 480 bio. Di fagiolino sono stati seminati 750 ettari (220 ettari Ra, 530 Fe) di cui 130 in biologico e infine il borlotto ha coperto un’estensione di 300 ettari seminati, (87 ettari Ra, 193 Fe e 20 Bo) di cui 50 biologico. Le rese medie del 2018 sono state di 4,5 tonnellate per ettaro per i piselli, di 4,2 ton/ha per i borlotti, di 8,7 ton/ha per i fagiolini. Per le produzioni a foglie la resa per ettaro è stata di 16,5 tonnellate per gli spinaci, di 23 ton/ha per bietola e 38 ton/ha per la cicoria.

fagioli

“Lo stabilimento di trasformazione Fruttagel di Alfonsine (Ra) ha tutte le produzioni nel giro di 50 chilometri, un valore aggiunto non da poco, sia in quantità di anidride carbonica immessa nell’ambiente per il trasporto, sia per la qualità del prodotto. Per i surgelati è fondamentale che dal momento della raccolta alla trasformazione passi il minor tempo possibile”.

Se in Fruttagel a predominare è la coltivazione dei piselli, lo spinacio domina in Orogel: circa 640 ettari sono coltivati fra i soci delle tre aree, con estensione maggiore nel forlivese e cesenate (circa 345 ha) e a seguire ravennate (circa 247 ha) e riminese (circa 45 ha). Seguono i fagiolini con 181 ha in provincia Forlì-Cesena e 342 a Ravenna; l’erbetta si attesta a circa 108 ha Fc, 100 Ra e 11 Rn; la cicoria a circa 49 Fc, 73 Ra, 5 Rn e il cavolfiore 36 ha Fc, 24 Ra e 2 Rn. Le rese medie registrate nel 2018 sono state: spinacio circa 200 quintali per ettaro, fagiolino circa 228 q.li/ha; erbetta circa 270 q.li/ha; cicoria circa 200 q.li/ha. Per il cavolfiore la resa media è stata di circa 200 q.li/ha in provincia di Forlì-Cesena e Ravenna, mentre scende a 100 nel riminese.
I prezzi medi di riferimento pagati ai soci (al netto della raccolta e del trasporto, che sono a carico di Orogel coop) sono circa 17 centesimi al kg per gli spinaci, 29 centesimi al kg per il fagiolino, 11 centesimi al kg per cicoria e 33 centesimi per il cavolfiore.

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