Il costo degli ‘zero’

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

L’adozione di soluzioni digitali nella filiera agroalimentare è per giovani e senior. E non è influenzata dal titolo di studio. Il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 nel 2018 ha generato un valore stimato tra 370 e 430 milioni di euro, il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo.Lo rileva una ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia.

L’innovazione, in questo caso quella digitale, si configura quindi come una leva strategica per l’agroalimentare italiano, capace di assicurare più competitività a tutta la filiera, a partire dal primo anello.

La ricerca individua 133 soluzioni tecnologiche per la tracciabilità presenti sul mercato italiano, ma è l’Agricoltura 4.0, ovvero l’impiego di diverse tecnologie interconnesse per migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione – ma anche buone condizioni di lavoro – ad occupare un ruolo decisivo nella gestione aziendale. Secondo lo studio le soluzioni adottate sono centinaia, in testa alle quali c’è l’agricoltura di precisione seguita, a lunga distanza, dall’internet farming, cioè l’agricoltura interconnessa. Il direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood, Filippo Renga, ritiene che il successo delle imprese agricole passa sempre di più dalla capacità di raccogliere e valorizzare la grande mole di dati che si genereranno, soprattutto per ottenere il controllo dei costi e l’aumento della qualità della produzione. Ma, aggiunge, queste opportunità vanno sfruttate investendo “nella creazione di sane competenze, al di là delle mode”, sottolinea. È vero, spesso disquisire di quanti ‘zero’ deve dotarsi un’impresa è solo un esercizio dialettico che fa presa, cattura attenzione.
Conoscenza dei dati alla base di una gestione aziendale che crei valore aggiunto, quindi, è l’elemento chiave per la competitività, dettaglio tenuto in considerazione nelle imprese di agricoltrici di cui abbiamo riportato il profilo aziendale in questo numero di Agrimpresa.

Precision Farming, utilizzo dei sistemi satellitari per ottimizzare i raccolti, raccolta dei dati in tempo reale per arrivare sui mercati preparati e offrire prodotti che in quel momento assicurano la massima remunerazione. Non è fantascienza: un agricoltore, per citare un esempio, ha messo a punto una applicazione che incrocia informazioni utili per stabilire il momento più propizio per alienare le sue produzioni (se ne è parlato in un recente convegno promosso da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna).

Il rovescio della medaglia è il fattore economico, i costi della tecnologia. Un nostro lettore, in una missiva che pubblichiamo in questo numero, evidenzia come innovare significhi investire somme importanti, in un contesto di stagnazione dei prezzi in campo: ha ragione da vendere.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: