In un calice di vino si fa un bagno di cultura

Riccardo Cotarella

Claudio Ferri

DALLA REDAZIONE – “La tecnologia è in continua evoluzione: il vino è una creatura dell’uomo che ha saputo dare ancora più valore ad un frutto ottenendo un prodotto straordinario”.
Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, docente di viticoltura ed enologia presso l’Università della Tuscia, e considerato uno dei maggiori esperti mondiali di vini, rimarca l’importanza dell’approccio scientifico nella conduzione del vigneto e soprattutto nella gestione della cantina. “Biologico, biodinamico o convenzionale sono tecniche da applicare con rigore scientifico – osserva – e nella vinificazione serve una tecnologia rispettosa, capace di trasferire sapori ed emozioni al consumatore. La sostenibilità si raggiunge, infatti, con la conoscenza tecnica, in campo e in cantina: bene quindi i vini che la esprimono, grazie al controllo dei professionisti”. Se il Sangiovese è uno dei vitigni maggiormente diffusi nella Penisola, da cui derivano vini importanti come, per citare il più noto, il Brunello, il territorio nazionale esprime una diversità invidiabile. Ci sono varietà che pur non esprimendo sempre grandi volumi, sono in crescita.
“In Sicilia, ad esempio – dice Cotarella – è in crescita il Grillo e il Nerello Mascalese dell’Etna, in Campania avanza il Piedirosso. Il Primitivo in Puglia, Grechetto in Umbria conquistano posizioni, come peraltro vitigni internazionali con il Cabernet ranc ed altri poco diffusi come la Cococciola in Abruzzo”.

Quali sono le tendenze dei consumatori e la risposta alle richieste di mercato dei produttori vinicoli?

Dopo tanti anni di rossi c’è un ritorno ai bianchi, specialmente fruttati e di carattere, minerali, floreali, di beva accessibile e con carattere. Inoltre è importante il consumo dei vini rosati: l’Italia è la madre dei vini rosati e siamo tra i più titolati. C’è una grande esplosione di questi vini che è partita dalla Puglia. Il nostro territorio vanta una serie di rosati autoctoni come il Negroamaro, lo stesso nerello Mascalese, il Gaglioppo in Calabria, il Cerasuolo in Abruzzo”

Vini frizzanti: ancora in crescita la domanda?

Si, prosegue il successo degli spumanti, e non solo sulla scia del Prosecco. C’è anche un grande lavoro svolto dagli enologi che hanno dato una forte impronta tecnica.

Quanto pesa per l’Italia, in termini di export, la prospettiva di una Brexit senza accordo?

La Gran Bretagna può contare sulle nazioni che aderiscono al Commonwealth, come l’Australia ad esempio, Paese produttore che potrebbe essere un importante competitore nel caso di un ripristino dei dazi doganali. Anche il cambiamento climatico, che ha spostato i confini produttivi della vite sempre più a nord, contribuisce ad aumentare una offerta proveniente da aree storicamente non vocate.

vignetta sul vinoLa limitazione dell’uso del rame in viticoltura biologia comporterà problemi per i produttori? Ci sono alternative attualmente al rame?

Non si conosce l’effetto collaterale del rame e l’Unione intende porre un limite (2 kg per ettaro) quando il metodo di conduzione bio prevede molti più trattamenti. Qui deve intervenire la scienza: si dovranno utilizzare uve con grappoli non compatti ed evitare le produzioni in pianura. Siamo inoltre a buon punto nella lavorazione dei vini senza solfiti. Ricordo che queste sostanze, utilizzate comunemente nell’industria agroalimentare, vengono impiegate nel vino in misura 20 volte inferiori rispetto, ad esempio, alla frutta secca.

Come vanno i consumi di vino?

C’è un consumo minore ma di qualità. Inoltre c’è un aspetto positivo, ovvero un importante avvicinamento a questa bevanda grazie alla comunicazione. Quando si assaggia un vino si fa un bagno di cultura: la storia che c’è a monte di un calice, come e chi lo fa, l’accoglienza nei luoghi di produzione. Si beve con la mente e con l’anima e quando si porta ai sensi un bicchiere si è già sazi di tradizioni e saperi di un territorio.
È un modo diverso di avvicinarsi al vino: prima si ‘deglutiva’, ora è un momento di meditazione, di rilassamento mentale: e qui i giovani hanno trovato una prateria.

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