Kiwi, prevista produzione con volumi inferiori alla media

kiwi impianto

Lucia Betti

L’andamento dell’actinidia (kiwi) in Romagna nel 2019 al momento in cui si scrive – 22 agosto – non sembra sarà molto diverso dal 2018

La raccolta, giorno più giorno meno, dovrebbe iniziare intorno al 24 ottobre.
Si rileva un’impollinazione difficoltosa, un maggio tremendo, freddo, seguito da tre ondate di sovra calore.

Ad oggi, la differenza più evidente rispetto al 2018, è l’attacco da parte della cimice asiatica, sempre più importante anno dopo anno. Alcuni produttori di actinidia varietà gialla cercano di difendere la coltura con le reti laterali, e qualcosa si riesce a contenere.
Anche chi realizza nuovi impianti di verde tende a installare le reti.

Il giallo, che prende sempre più piede fra i consumatori, risulta avere molto appeal anche per le cimici: meno foglie, senza peluria, molto dolce. Le segnalazioni però stanno aumentando anche per il verde. Il timore è che il danno non sia percettibile in raccolta, ma che l’attacco delle cimici possa influire sulla conservabilità. Anche per il 2019 si prevede una produzione inferiore alle potenzialità produttive romagnole: sarà il terzo anno con volumi inferiori alle medie storiche e questo vuol dire difficoltà ad aprire nuovi mercati, ma anche a mantenere quelli esistenti. In questa situazione si risente della mancanza di aggregazione, tutto questo a vantaggio della Grecia, ma non è colpa della Grecia. Gli impianti di verde stanno invecchiando, sarebbe necessario un rinnovamento. Servirebbe poi un marchio riconosciuto, come per il giallo per il quale esistono Zespri Sungold e Jingold. Una delle cose da fare, sottolineano alcuni agricoltori romagnoli, sarebbe quella di unirsi e pensare al bene comune: il kiwi è una risorsa importante per il territorio.

Qualche dato tratto dall’Annata Agraria 2018 realizzata da Cia Romagna a novembre dello scorso anno

Estensione e produzione in Romagna
Al 2017 la superficie romagnola coltivata con actinidia era di circa 4.192 ettari (Ravenna 3.470 ettari; Forlì-Cesena 701 e Rimini 21), mentre 4.611 ettari la superfice complessiva regionale. L’actinidia, con superfice in aumento anche nel 2018, viene coltivato prevalentemente in pianura (79%).
Stando alle stime dello Stacp di Ravenna, nel 2018 la superfice coltivata nella zona ravennate è stata di circa 3.640 ettari (circa il 5% in più del 2017) e quella in produzione di 2.990 ettari, in allevamento 650 ettari.

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