La ricerca varietale si concentra su qualità, salubrità e colore

Gennaio 2017

Erika Angelini

BOLOGNA – Trovare una varietà che soddisfi le esigenze di produttività e reddito degli agricoltori e abbia un reale appeal per il mercato italiano e internazionale. È questa la sfida continua della ricerca varietale, uno dei settori strategici del settore agricolo, fondamentale per ampliare la gamma delle varietà di pomacee e drupacee.

Si parla spesso, infatti, del bisogno di innovazione, soprattutto per le frutticole che hanno gamme varietali “storiche” e della necessità di accontentare, attraverso la selezione di nuove piante, tutta la filiera dalla produzione al consumo. Una forte esigenza di ampliare il range varietale è sentito, ad esempio, dal settore pericolo dove abbiamo, solo per citare le più longeve, William e Abate che hanno tra i duecento e trecento anni. Certo sono state selezionate e migliorate nel corso del tempo, ma si presenta comunque la necessità di trovare nuove strade che consentano una maggiore resistenza alla conservazione del prodotto, certamente uno dei punti deboli del comparto, o assicurino colori e forme più ricercate sui mercati. Ma quali sono le regole per una ricerca varietale che funziona, offre reali opportunità alla produzione ed è capace di accontentare un consumatore, italiano o straniero che sia, sempre più esigente? Secondo Marica Soattin, direttore generale del Civ – Consorzio italiano vivaisti – uno dei più importanti centri di ricerca italiani per lo sviluppo varietale – il segreto è in 4 parole: qualità, sanità, produttività e “bellezza”.

Quali sono le regole per una buona ricerca varietale?

Il nostro centro si occupa principalmente di sviluppare varietà di melo e fragola, anche in collaborazione con l’Università di Bologna, con un’ottica innovativa e di attenzione profonda e capillare per le richieste di mercato. La nostra ricerca punta su alcuni capisaldi che noi riteniamo fondamentali: qualità, perché il prodotto finale deve essere piacevole da consumare e salubrità perché una buona pianta è resistente alle malattie e facile da curare in campo. Due requisiti fondamentali ai quali si aggiungono, con un’importanza altrettanto evidente, la produttività che deve garantire agli agricoltori una buona Plv e naturalmente l’aspetto. È inutile negare che il primo acquisto si fa spesso con gli occhi e la tendenza degli ultimi anni è quella di puntare sul colore dei frutti, in particolare il rosso, molto amato sui mercati esteri. Certo la bellezza non è tutto sul lungo periodo, ma se accompagnata dalla qualità è un connubio sicuramente vincente ed è un ottimo risultato della ricerca varietale.

Su quali varietà di melo puntate?

Stiamo continuando con la varietà Modì, frutto dell’incrocio tra due tradizionali varietà Gala e Liberty, selezionata naturalmente in un processo durato oltre vent’anni. È ormai un marchio registrato e consolidato, con oltre mille ettari in tutto il mondo, quattrocento dei quali in Europa, con nuove richieste di licenza d’uso in tutto il mondo. Un vero successo per una mela dal sapore ben bilanciato, succosa e croccante, che peraltro si conserva davvero molto bene. Sta andando bene anche la Fujon, un’altra rossa che pensiamo faccia strada e non solo per il suo sapore particolarmente dolce e una buccia rossa omogenea e davvero bella da vedere, ma anche perché è selezionata per essere ticchiolatura – resistente. Questo consente di abbattere del 30-40% l’utilizzo di fungicidi, a tutto vantaggio dell’ambiente e dei costi di produzione. Per la varietà Fujon pensiamo di raggiungere i 750 ettari di produzione in tutta Europa, entro il 2018. Ma non è solo il rosso ad andare “di moda”.
Stiamo ottenendo buoni risultati con la Smeralda, una mela dal bel colore verde uniforme, più dolce e aromatica della Granny Smith, che sta avendo un vero successo in Inghilterra, anche per la eccezionale capacità di conservare nel tempo le sue caratteristiche organolettiche.
Per le fragole è periodo di produzione delle piante madri.

Quali sono le varietà sulle quali state lavorando?

In questo periodo stiamo proprio producendo le piante madri di fragola che andranno a rifornire alcuni dei principali vivaisti italiani come Salvi Vivai, Mazzoni e Tagliani Vivai, con i quali lavoriamo da molti anni. Il nostro cavallo di battaglia è certamente la Clery, una varietà precocissima che va per la maggiore all’estero, soprattutto in Francia, Germania, Olanda e Belgio. È una fragola che combina tutte le caratteristiche ideali: produttive, commerciali e di gusto, visto che è profumata ed ha un sapore molto gradevole. Una varietà che ha, dunque, ancora molte potenzialità di sviluppo, anche perché è una pianta rustica che resiste ottimamente alle malattie ed è dotata di un’ottima resistenza alle manipolazioni e al trasporto. Tra le varietà più nuove, invece, c’è sicuramente la Murano. Una fragola davvero attraente a livello di forma e colore perché ha un calibro costante e un colore rosso, che si mantiene anche con le alte temperature. Quello però che la contraddistingue è un periodo di fioritura ampissimo che in certi areali può andare da febbraio-inizio marzo fino a metà ottobre.
È una pianta resistente, che produce molto bene e quindi assicura un’epoca di raccolto prolungata e dunque ottime performance produttive. Una fragola praticamente “perfetta”.

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