Peschi e albicocchi più resistenti alle malattie grazie ad un progetto del Centro ricerche produzioni vegetali

La ricerca è durata oltre 10 anni e ha individuato una nuova gamma varietale di qualità, rustica e con costanza produttiva

CESENA – Piante di albicocco e pesco più resistenti alle principali malattie grazie ad un progetto di miglioramento genetico: le ha individuate il Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) che nel 2007 ha dato il via ad un progetto di breeding denominato Maspes (www.maspes.org) e che ha presentato nei giorni scorsi a Cesena.Il risultato della ricerca è una nuova gamma varietale di albicocche, pesche e nettarine di alto livello qualitativo.
“Resistenti alle principali malattie ed affidabili in termini di costanza produttiva e rusticità – ha spiegato Alvaro Crociani, direttore di Crpv – queste cultivar, ottenute dopo anni di incessante lavoro, sono state studiate per essere proposte alla distribuzione commerciale con continuità di offerta, rispondendo alle esigenze dei consumatori, in rapida evoluzione, e per conquistare nuovi mercati, anche internazionali. Un elemento decisamente qualificante e strategico per il comprensorio romagnolo, da sempre ai vertici in Italia per superfici di albicocche, pesche e nettarine, con una produzione in grado di alimentare, tra Plv e indotto, un flusso economico stimabile in quasi 10 miliardi di euro”.

“Complessivamente – ha proseguito Crociani – per quanto riguarda l’albicocco, il grande lavoro di selezione di Maspes conta attualmente circa 10.700 semenzali (la maggior parte dei quali contiene nel background genetico almeno un genitore resistente alla Sharka) e 38 selezioni pre-commerciali in grado di coprire un calendario di maturazione di oltre due mesi (da fine maggio a inizio agosto). Per il pesco, invece, si contano circa 6.100 semenzali (rispondenti a obiettivi specifici quali polpa “stony hard”, lunga shelf life, tolleranza alla Sharka, resistenza alla Monilia) e 80 selezioni pre-commerciali tra pesche e nettarine (a polpa gialla o bianca), in grado di coprire un calendario di maturazione di circa quattro mesi, da giugno a settembre”.

Fra le nuove varietà di albicocco, Pieve (dotata di buona rusticità, ottimo sapore e aspetto attraente con frutti di maggior qualità rispetto a Portici e meno soggetti a screpolature e imbrunimenti) e Petra (molto interessante per l’attraente aspetto esteriore, presenta pezzatura elevata e ottima consistenza del frutto).
Tra le varietà di pesche, si segnala Bordò (interessante per la precoce epoca di maturazione, l’aspetto ed il sapore dei frutti, di ottima consistenza), tra le nettarine Rebus 028 (caratterizzata da epoca di maturazione precoce, attraente aspetto esteriore del frutto e sapore subacido, buono) e Dulciva (interessante per l’epoca tardiva, l’elevata produttività e pezzatura dei frutti).

“Queste nuove selezioni varietali – ha sottolineato ancora Crociani – sono state ottenute attraverso metodologie innovative basate sulla genomica ed in particolare sulla Mas (marker-assisted selection) detta anche selezione assistita, in grado di rendere più efficiente il lavoro di selezione varietale tramite l’ausilio di marcatori molecolari”.

Avviato dal Crpv raccogliendo le istanze delle principali Organizzazioni di produttori ortofrutticoli aderenti (Apo Conerpo, Apofruit Italia, Orogel Fresco, Pempa-Corer), il progetto è stato inzialmente cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna e poi interamente dalle Op che costituiscono la base del Crpv. “Recentemente – sottolinea Crociani – Maspes ha visto ampliarsi ulteriormente la propria compagine, che coinvolge ora anche la società New Plant (costituita da Apo Conerpo, Apofruit Italia e Orogel Fresco), il Consorzio Agribologna e le aziende vivaistiche aderenti al Cav, quali Geoplant Vivai, Vitroplant Italia e Vivai F.lli Zanzi, rappresentando un esempio virtuoso, unico in Italia, di integrazione strategica ed operativa tra produttori agricoli e vivaisti.
In questo modo, il progetto, che vede la responsabilità scientifica dell’Università degli Studi di Milano, polarizza la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, costituendo un efficace esempio di convergenza di interessi tra il settore della ricerca e il comparto produttivo”.

L’innovazione è fortemente radicata nel dna di Crpv, che da oltre 30 anni promuove ricerca, sperimentazione e divulgazione nel comparto delle produzioni vegetali, operando a diretto contatto con le maggiori realtà dell’agroalimentare.
“In questo contesto, la struttura organizzativa di Crpv, composta da una base sociale produttiva e da ricercatori che operano in collaborazione con il mondo della produzione – ha rilevato Crociani –, ha permesso una risposta rapida ed efficace all’opportunità dei Gruppi operativi per l’Innovazione (Goi), promossi nell’ambito della rete del Partenariato europeo dell’innovazione (Pei) e finanziati dal Psr 2014-2020 della Regione Emilia Romagna”. Complessivamente, in Europa si contano circa 400 Goi, di cui 93 concentrati nella sola Emilia Romagna.

“Una delle organizzazioni più attive su questo fronte – conclude Crociani – è Crpv, che partecipa direttamente a 31 di questi Gruppi operativi per l’Innovazione, in buona misura in qualità di coordinatore e capofila, coinvolgendo in totale 127 strutture, tra cui 76 aziende agricole emiliano-romagnole”.

I Goi sono orientati alla soluzione di numerose problematiche legate al territorio regionale e si concentrano in particolare sulle tematiche della Smart Specialization Strategy, finalizzate al miglioramento della competitività delle imprese, allo sviluppo di progetti di bioeconomia, alla salvaguardia della biodiversità, alla diminuzione dei rilasci di sostanze inquinanti, all’ottimizzazione dell’uso di acqua, alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra ed alla conservazione e sequestro del carbonio.

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