Pomodoro, dopo lunghe trattative c’e il prezzo: 86 euro a tonnellata

pomodoro da industria

Cristian Calestani

Robuschi (Cia): “Ma a 90 euro sarebbe stato più equo”

PARMA – Dopo mesi di trattative si è raggiunto l’accordo per il prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia e, pertanto, anche in tutto l’areale emiliano romagnolo dove la coltura è molto diffusa, specie nelle province di Parma, Piacenza e Ferrara. L’intesa, raggiunta lo scorso 3 maggio alla Stazione sperimentale industria conserve alimentari di Parma, è per 86 euro a tonnellata con brix di 4,95 su base 100 (+ 1 euro per i servizi delle Organizzazioni di produttori), come emerso al termine di una lunghissima trattativa che ha visto impegnate le Op e i rappresentanti delle industrie di trasformazione.

“L’atteso accordo è finalmente arrivato dopo mesi di incontri – commenta Andrea Robuschi, referente per la trattativa del pomodoro di Cia Parma -. Quello degli 86 euro a tonnellata era un prezzo di cui si vociferava da un po’ di tempo e che solo ad inizio maggio, con la sottoscrizione dell’accordo quadro per il Nord Italia, ha trovato ufficialità. Rispetto al 2018, quando l’accordo fu a 79,75 euro a tonnellata, si tratta di un prezzo maggiore, ma a mio parere, ancora non sufficiente per garantire un minimo di redditività a noi produttori agricoli. Un prezzo equo si avrebbe ad almeno 90 euro a tonnellata”.

Robuschi propone poi una variazione sulla durata degli accordi sottoscritti: “A mio avviso, per consentire una maggiore sicurezza in chiave futura, bisognerebbe fare in modo che il prezzo concordato avesse una validità di almeno un paio di stagioni in modo che rappresenti una garanzia di stabilità con la quale meglio programmare gli investimenti che noi, parte agricola, facciamo con prospettiva pluriennale. La certezza di un prezzo, remunerativo, per un paio di stagioni potrebbe consentire una migliore programmazione”.

Ora che si è raggiunto l’accordo, tutta l’attenzione è nei campi, considerate anche le insolite condizioni meteo che hanno contraddistinto la primavera 2019. “La fase dei trapianti – spiega Robuschi – ha subito dei rallentamenti. Rispetto alla tabella di marcia consueta, a causa delle continue piogge, c’è un ritardo di almeno una settimana nelle operazioni.
Purtroppo le previsioni non sono molto favorevoli nemmeno per le prossime settimane, pertanto ci saranno ulteriori problemi nei trapianti che si tradurranno in difficoltà, per mancata uniformità della maturazione, anche nella fase di consegna del pomodoro alle imprese di trasformazione”.

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