Tremila capponi ruspanti allevati all’aperto: un successo

Terre di Pezzano allevamento

Luca Soliani

San Polo d’Enza – (Reggio Emilia) – “Le coltivazioni biologiche sono una necessità dettata dal territorio e sempre più dal mercato”. Parole di Claudio, Alice Camparini e Stefano Bonazzi, i tre soci dell’azienda agricola ‘Terre di Pezzano’ che alleva capponi ruspanti e coltiva prodotti biologici (foraggi, cereali e frutta).

L’azienda si trova a San Polo d’Enza dove finisce la pianura ed iniziano le ripide colline Matildiche, un contesto naturale, lontano da fonti d’inquinamento industriale e di viabilità. Si sviluppa su circa 15 ettari, certificati biologici, ha una stalla riadattata a pollaio ed un fienile/deposito attrezzi ed è gestita direttamente dai soci. “Nel 2015 – raccontano – cominciamo l’allevamento dei capponi con l’obiettivo di dare al consumatore certezze di caratteristiche naturali, di genuinità e di provenienza. Iniziamo con pulcini di 1 giorno di vita e li portiamo a 200 giorni. Sono allevati al pascolo, con alimentazione no Ogm e seguono gli standard di densità previsti dal biologico. Ora alleviamo 3.000 capponi venduti a privati, macellerie e ristoranti. La nostra, comunque, rimane una nicchia di mercato”.

L’azienda è biologica da ottobre 2018. “Sulle produzioni cerealicole – continuano i soci -, il mercato è ricettivo e vi è una buona richiesta di prodotti bio. In questo caso il biologico diventa una necessità, uno sbocco obbligato, poiché le nostre terre non sono irrigue, hanno dei costi di lavorazione ben diversi dalla pianura e le produzioni sono notevolmente inferiori. Produrre qualità è la sola soluzione per continuare a coltivare i terreni di montagna. Oltre al fieno produciamo farro e grano tenero e le colture di rotazione. Attualmente le nostre produzioni sono conferite a Progeo. Il nostro progetto è di proporre alla clientela del “cappone ruspante”, il farro (in farina ed in grano), marmellate e mostarde da abbinare in cucina alla nostra carne”.

Una parte di consumatori è attenta alla qualità ed alla genuinità della propria alimentazione e il biologico è una risposta a queste esigenze crescenti.

Vi sono però delle difficoltà nel produrre bio.

“Il settore – continuano – è regolamentato da una burocrazia con dei costi consistenti in termini di denaro e tempo. I controlli sono necessari e vanno fatti nell’interesse di tutti, ma sarebbe opportuno uno sforzo per renderli più snelli e meno costosi”.

I tre soci prevedono ampliamenti all’attività. “Quando il mercato sarà ricettivo – concludono – passeremo all’allevamento del cappone bio: noi siamo pronti. Per le altre produzioni tutto dipende dal riscontro che avremo dalla nostra clientela, rigorosi nel mantenere la nostra posizione di nicchia, sviluppando qualità e sicurezza. Siamo ottimisti”.

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