Vendemmia in Emilia Romagna: meno uva ma di buona qualità

calici di vino

DALLA REDAZIONE – Vendemmia: si ritorna alla normalità, almeno per il periodo di inizio, dopo anni in cui la raccolta era anticipata di parecchi giorni rispetto alle classiche date, con un calo produttivo, ma una qualità molto buona in tutta Emilia Romagna.
“È un’annata in diminuzione rispetto a quella abbondante dello scorso anno – osserva Alberto Notari, viticoltore e presidente di Cia Agricoltori Italiani di Modena. La diminuzione è dovuta all’andamento climatico tra cui le piogge assenti d’inverno e la difficoltà di germogliamento nel mese di maggio. È per questo che avevamo già segnalato questi problemi e chiesto il riconoscimento di calamità naturale”.

Per le uve bianche, come Pignoletto o Moscato, si stima che la diminuzione sia del 15%, mentre sembra essere del 20% per le uve rosse, i Lambruschi.

“Una diminuzione importante, se si pensa che si tratta di una media – continua Notari – perché ci sono imprese che hanno un calo ridotto, altre hanno subìto, soprattutto per la grandine, delle defezioni che oltrepassano il 40%. L’andamento climatico ha anche posticipato l’inizio della raccolta delle uve, che però ritorna nella normalità a cui si era abituati. Per le uve bianche modenesi ed emiliane la maggior parte delle cantine aprirà intorno al 2 settembre. Per le uve rosse la vendemmia inizierà con almeno dieci giorni in più, quindi, rispetto allo scorso anno. Si parla di metà settembre”.
L’uva ha una buona qualità e a migliorarla è anche l’andamento dell’ultimo periodo.
C’è stato un buon delta termico, con la differenza di temperature tra notte e giorno e questo fattore insieme alle piogge degli ultimi giorni permette una buona maturazione non solo della parte zuccherina ma anche un aumento di quei parametri che esaltano le caratteristiche organolettiche per il raggiungimento di un buon prodotto.

“C’è una nota positiva – aggiunge Notari – e riguarda le malattie derivanti da insetti come la cocciniglia, che lo scorso hanno causato importanti riduzioni produttive a tante aziende. Quest’anno con tutto il lavoro fatto e con il lancio massivo su tutto il territorio di insetti antagonisti, si è riusciti a contenere l’infezione. Un risultato interessante che stiamo cercando di portare anche su altre produzioni come, ad esempio, sui pereti minacciati dalla cimice asiatica”.

In Romagna la situazione ha molte similitudini con l’areale produttivo emiliano. “L’uva è sana e bella e mi aspetto una vendemmia altrettanto bella”. A dirlo è Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna. La raccolta di chardonnay, pinot grigio e pinot bianco è iniziata in questi giorni. “Siamo un po’ in ritardo rispetto agli altri anni – precisa Zinzani -, a causa dell’alternarsi delle fasi climatiche sempre più instabili, dopo un mese di maggio freddo e molto piovoso e un’estate caratterizzata da periodi di caldo intenso alternati a violenti temporali. Ma, in realtà, eravamo in ritardo già negli ultimi anni, quindi, tutto sommato, rientriamo nella media”.

Adesso si attendono i prossimi giorni per dare un giudizio definitivo ma qualche stima sulla quantità si può già fare.
“Pensiamo sia una vendemmia normale – continua Zinzani -, perché ci sarà una diminuzione di un 10-15% rispetto a quella del 2018 che, però, fu particolarmente abbondante, quindi rientreremo nella media degli ultimi cinque anni”. A settembre si continuerà la vendemmia con il trebbiano, l’albana, il sangiovese. “I vigneti dal punto di vista vegetativo – precisa Zinzani – per ora sono molto belli, quindi non ci dovrebbero essere problemi”.
Questo sarà un anno speciale per due nuovi spumanti. “Sarà la prima vendemmia – conclude Zinzani – che consentirà la produzione del Romagna Doc Spumante Bianco e del Romagna Doc Spumante Rosato. Il decreto di produzione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 27 agosto. Per loro, c’è molta attesa”.

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